«Vecchi buoni postali? Carta straccia»

8 Dicembre 2014

Trovati dopo 68 anni da un anziano di Castel di Sangro, il Ministero fa chiarezza

CASTEL DI SANGRO. I buoni postali ritrovati dopo 68 anni – che a detta di un’agenzia varrebbero oltre 100mila euro – sono ormai carta straccia. A precisarlo è una nota del ministero delle Finanze: «Al fine di non ingenerare aspettative destinate a rimanere deluse, si precisa che la prescrizione per tali titoli decorre dalla data di scadenza o rimborsabilità e non dal giorno del loro ritrovamento, e che in nessun caso essi possono maturare interessi o rivalutazioni monetarie dopo la data prevista per il loro rimborso». A Castel di Sangro un 71enne si è affidato all’Agitalia dopo aver ritrovato sei buoni postali da 5mila lire ciascuno emessi nel 1946. Da un calcolo fatto dall'Agitalia che sta curando il caso del 71enne, il valore dei buoni che era di 30 mila lire nel 1946, sarebbe lievitato e, oggi dopo 68 anni sarebbe di circa 110 mila euro. «Il Ministero» riprende la nota «intende chiarire che non ha mai avviato o condotto procedure di transazione o di mediazione con qualsivoglia soggetto che si ponga quale intermediario per il rimborso di titoli di Stato o di buoni postali fruttiferi emessi parecchio tempo addietro ed ormai irrimediabilmente prescritti. Si precisa, inoltre, che gli unici titoli che prevedono una rivalutazione del capitale sono quelli indicizzati all’inflazione, e comunque solo fino alla data di scadenza e non oltre. Si invitano quindi i risparmiatori a guardarsi da chi, suscitando aspettative infondate, offre assistenza legale in materia, con l’unico possibile esito di far sostenere inutili costi legali». (c.l.)

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