«Vedo la faglia da cui partì tutto»

Lecce nei Marsi, Gianotti sta per concludere il cammino sui luoghi del terremoto
di Luca Gianotti
Da Capistrello a Lecce nei Marsi mi sarei aspettato ambienti meno interessanti per il mio cammino, essendo territori più urbanizzati. Invece se si evita l'asfalto e si sale sulle montagne che circondano il Fucino, ci sono passeggiate molto affascinanti, una vera sorpresa, con panorami sui monti lontani, dal Velino alla Maiella.
La celebrazione del 13 gennaio ho deciso di farla accendendo un lacrimogeno rosso alle 7.52, un gesto simbolico ed emozionante.
A Trasacco mi accoglie Antonio Salvati, presidente della scuola di Nordic walking della Vallelonga, la più importate associazione marsicana che propone questa attività di camminata con i bastoncini, metodo di benessere e lunga vita.
Camminare fa bene, questo ormai è risaputo, e io che cammino da 13 giorni mi sento in armonia sia fisica che psichica. Ma l'equilibrio è rotto da una vescica al tallone sinistro che mi fa ululare dal dolore mentre salgo sul crinale, altro che lupi!
Dal crinale scendo al rifugio Amplero e alla valle Tristeri per poi arrivare a Lecce.
Qui incontro casualmente Luigi D'Andrea, maestro e professore del paese per anni, ora pensionato. Mi racconta la storia di Lecce nei Marsi, i ritrovamenti antichi, il terremoto che colpì duro, mi mostra la faglia visibile sulla collina di fronte, sopra Gioia. Mi racconta degli orsi che scendono per le strade. E mi consegna all'ospitalità dell'assessore Augusto Barile. A domani per la prossima puntata.
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