Velino-Sirente, Perilli dice no alla riperimetrazione del Parco

29 Novembre 2016

L’AQUILA. «La Regione si accinge a riperimetrare l’area del Parco Sirente-Velino. Un atto nel quale si sostanzia l’unica iniziativa politica della Regione in materia ambientale e di gestione del...

L’AQUILA. «La Regione si accinge a riperimetrare l’area del Parco Sirente-Velino. Un atto nel quale si sostanzia l’unica iniziativa politica della Regione in materia ambientale e di gestione del territorio». Lo scrive il consigliere comunale Enrico Perilli (Rifondazione comunista), presidente della commissione consiliare Territorio.

«Ai Parchi, infatti, non sono stati assegnati fondi, mettendoli così nelle condizioni di non poter operare, con il conseguente malcontento che si è determinato nelle popolazioni», denuncia Perilli. «Non vi sono idee e programmi per gestire l’immenso patrimonio naturale che abbiamo, solo politiche miopi. Gli amministratori della Regione e i sindaci dei piccoli Comuni non hanno espresso una politica del territorio, in grado di portare a una sua reale valorizzazione», prosegue Perilli. «Tutto questo, inevitabilmente, sta portando al fallimento e all’annichilimento di cinquant’anni di lotte per la tutela dell’ambiente, annullando faticose conquiste che potevano tradursi in occasioni di crescita».

Secondo il consigliere «gli assessori e i consiglieri regionali che firmeranno questa riperimetrazione condanneranno dunque il territorio alla devastazione, certificando il fallimento delle politiche locali del territorio».

AMBIENTALISTI. Sulla riperimetrazione del Parco regionale Sirente-Velino insorgono anche gli ecologisti. «Senza alcuna base scientifica e per puri motivi localistici», accusano in una nota Appenino ecosistema, Wwf, Lipu, Altura e Salviamo l’orso, «si procede a una ridefinizione dei confini che comporterà una perdita secca di quasi tutto il versante sinistro orografico della Valle dell’Aterno e di una superficie di circa 5-10.000 ettari, pari al 10-20 per cento dell’intera superficie protetta, in zone caratterizzate da habitat e specie prioritarie a livello europeo, destinate secondo il (mai approvato) Piano del Parco a divenire zone B di riserva generale».