Vendita di LFoundry, chiuso l’accordo

30 Luglio 2019

Il sito industriale più grande della provincia è passato nelle mani della cinese Wuxi Xichanweixin Semiconductor

AVEZZANO. È fatta: LFoundry da oggi parlerà cinese. Il sito industriale più grande della provincia è passato ufficialmente nelle mani di Wuxi Xichanweixin Semiconductor. La start-up pronta a diventare leader nel settore dei semiconduttori sarà al timone dello stabilimento di Avezzano dove ogni giorno 1.500 dipendenti – oggi in contratto di solidarietà – lavorano alla produzione di memorie volatili.
IL CLOSING. L’annuncio di una nuova proprietà per il sito era iniziata a circolare a inizio anno. Poi ad aprile tutto è stato ufficializzato con la firma di un accordo tra LFoundry e la cinese Jiangsu Cas-Igbt Technology per 112.816.089 milioni di dollari. Gli orientali così, in un colpo solo, hanno rilevato le quote di Smic, Marsica Innovation Spa e Isar Valley GmbH e quindi anche il 15 per cento in mano ai tedeschi, il 7,5 per cento a Galbiati e il restante 7,5 per cento al numero uno del sito avezzanese Riccardo Martorelli e al resto del management italiano. Un piano economico articolato in più tappe che doveva chiudersi definitivamente il 19 luglio con la cessione dell’azienda agli imprenditori orientali. In realtà, poi, è subentrato un nuovo partner Wuxi Xichanweixin Semiconductor. Nell’accordo sottoscritto la Jiangsu Cas-Igbt Technology ha assegnato tutti i diritti, le responsabilità, i benefìci e gli obblighi relativi a LFoundry a Wuxi. Questo ulteriore passaggio, oltre ad aver creato tensioni tra le parti sociali, ha allungato i tempi fino all’atteso “closing” di ieri.
«Wuxi Xichanweixin Semiconductor», come spiegato dall’azienda, «è un nuovo gruppo che punta a diventare un attore importante nel business dei semiconduttori a livello mondiale, facendo leva sulla forte domanda di dispositivi prevista in Cina e sulle competenze disponibili nel suo network di cui da oggi LFoundry fa parte. Siamo certi che il nuovo proprietario potrà trarre grande vantaggio dalla forza di LFoundry e sfruttare il patrimonio di competenze e capacità costruito in 30 anni di storia: capacità di sviluppare e produrre sensori di immagine Cmos, di importare nuove tecnologie dei clienti, di diversificare le competenze chiave che includono anche il know-how sui dispositivi Sipm, Lidar e altre soluzioni».
LE TAPPE. Era il luglio del 1990 quando la Texas Instruments arrivò ad Avezzano e realizzò il suo più grande stabilimento al di fuori degli Usa. Nel 1998 venne rilevato dal gruppo Micron, che nel 2013 passò tutto alla Marsica Innovation Technology, formata al 51% dalla Jv Marsica srl e per il 49% dalla tedesca LFoundry. Il management ex Micron tenne per sé il 31% di Jv Marsica, mentre la multinazionale americana decise di restare ad Avezzano con un proprio centro ricerca ora diventato polo d’eccellenza. L’ulteriore cambio di rotta arrivò nel 2016 quando LFoundry decise di cedere il 70% di quote ai cinesi di Smic, colosso asiatico dell’elettronica.
I SINDACATI. «Riteniamo positiva la chiusura dell’accordo, perché questo può portare importanti investimenti nel business globale dei semiconduttori, facendo leva sulla forte domanda di dispositivi prevista in Cina e sulle competenze disponibili nel suo network di cui da ora LFoundry fa parte», ha spiegato il segretario di Uilm-Uil nazionale, Michele Paliani, congiuntamente alla segreteria provinciale. «Ci auguriamo di conoscere presto i rappresentanti della nuova società e i loro progetti. La Uilm si confronterà con la nuova proprietà con l’obiettivo di preservare il patrimonio di competenze, che rappresenta il vero valore del sito di Avezzano, e favorire i nuovi investimenti che sono di vitale importanza».
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