Vendita fittizia assolti Zecca e Cappella

4 Dicembre 2014

L’AQUILA. Erano finiti sotto processo per la vendita di un hangar della società Air Abruzzo. Ieri i due imputati, l’imprenditore Giorgio Zecca e il nipote Guido Cappella, sono stati assolti dall’accus...

L’AQUILA. Erano finiti sotto processo per la vendita di un hangar della società Air Abruzzo. Ieri i due imputati, l’imprenditore Giorgio Zecca e il nipote Guido Cappella, sono stati assolti dall’accusa di aver violato la fedeltà patrimoniale, una norma speciale contenuta nel codice civile che ha però conseguenze di natura penale, con la formula più ampia. Per l’altro capo d’imputazione – il falso – è scattata invece la prescrizione dei termini. La vicenda ha avuto inizio nel 2008 con una denuncia presentata da Corrado Ruggeri che con Zecca aveva costituito anni prima la società Air Abruzzo. Ruggeri, che aveva poi ceduto le quote a una nipote, aveva presentato una denuncia per delle firme false ( quelle della ragazza) sui bilanci della società e per la vendita dell’hangar fatta da Zecca al nipote Cappella. Una vendita fittizia, secondo Ruggeri. Da qui l’inchiesta e il processo. Lo stesso pm, dopo una lunga istruttoria, aveva chiesto l’assoluzione per insufficienza di prove di Zecca, difeso dall’avvocato Antonello Carbonara, e di Cappella (assistito da Luisa Leopardi). Entrambi sono stati assolti «perché il fatto non sussiste». Una sentenza contro la quale è già annunciato il ricorso.

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