Vendita LFoundry, attesi i nuovi capi cinesi

L’amministratore Gareeb la prossima settimana nella Marsica: il 28 giugno chiusura dell’operazione
AVEZZANO. È atteso per la prossima settimana ad Avezzano, Nabeel Gareeb, amministratore delegato di Jiangsu Cas-Igbt Technology Co, il colosso cinese che ha acquisito LFoundry per 112 milioni di dollari. Gareeb, di nazionalità pakistana, sarà in azienda per iniziare a confrontarsi con la realtà marsicana. Da giugno, infatti, la nuova proprietà guiderà in completa autonomia il sito industriale. Le quote azionarie sono state vendute agli imprenditori orientali, comprese quelle del management italiano – del vice presidente Sergio Galbiati e di tutti gli altri manager – che avevano il 15 per cento. I prossimi giorni saranno determinanti anche per l’entrata in funzione del nuovo software. Da domani, infatti, inizierà la sperimentazione del sistema, che andrà avanti fino a martedì 23, giorno in cui il vecchio programma di Micron sarà disattivato.
Ieri, intanto, azienda e sindacati si sono incontrati nella sede di Confindustria L’Aquila. I dirigenti di LFoundry – presenti il vice presidente Fabrizio Famà, il direttore del personale Alessandro Albertini e il responsabile delle relazioni industriali, Fabrizio Felli – hanno spiegato i passaggi dell’accordo siglato il 29 marzo tra l’azienda e il colosso cinese e hanno evidenziato che «non ci saranno licenziamenti».
Le parti sociali, però, non sono state del tutto soddisfatte e hanno chiesto nuovamente un incontro al ministero dello Sviluppo economico. «Siamo insoddisfatti del vertice a Confindustria perché non c’è stato presentato un piano industriale e non c’è stata data alcuna garanzia sui livelli occupazionali», ha commentato Roberto Di Francesco (Fiom-Cgil), «continuano a dire che non ci saranno licenziamenti ma le persone che andranno in pensione verranno rimpiazzate? E i precari come verranno gestiti? Nessuno ci ha dato risposte in merito».
È iniziato il periodo di de branding, cioè una fase in cui il marchio LFoundry andrà a sparire via via per lasciare il posto alla Jiangsu Cas-Igbt Technology Co che entrerà ufficialmente il 28 giugno. «Fino a maggio 2020, grazie ai contratti di solidarietà non ci saranno esuberi», ha evidenziato Luigi Abruzzo (Fismic), «sta per iniziare una fase delicata e complessa per il nostro sito. Arriverà una nuova produzione per un settore nuovo, ma in forte sviluppo in Cina e nei mercati europei che potrà continuare a garantire i livelli occupazionali attuali. Per quanto riguarda il software, Famà ci ha illustrato gli sviluppi ma noi rimaniamo cauti e vigili sulla buona riuscita della migrazione e del suo funzionamento». Più positivo Angelo Gallotti (Uilm-Uil) per il quale «finalmente si è arrivati a quello che auspicavamo da svariati mesi. Siamo stati lungimiranti sul contratto di solidarietà che di fatto eviterà licenziamenti. Continueremo a seguire questa vicenda con intelligenza».
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