Venditti: isole ecologiche per smaltire inerti

26 Settembre 2019

Lotta a micro-discariche e burocrazia, appello a Tekneko dal componente della Camera di commercio

AVEZZANO. «Realizzare isole ecologiche mirate esclusivamente alla raccolta dei materiali di risulta di modesto volume e semplificare le procedure per lo smaltimento». Domenico Venditti, ex presidente della Confesercenti e attuale consigliere e membro di giunta della Camera di commercio dell’Aquila, si fa portavoce di alcune richieste che potrebbero semplificare il lavoro di diversi piccoli imprenditori della Marsica. Un appello rivolto alla Tekneko, la società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento nella città di Avezzano.
«L’analisi che emerge dalle continue segnalazioni a me indirizzate dalle imprese», sottolinea Venditti, «è il disservizio che porta ad alimentare, inevitabilmente, le discariche abusive. Perfetto accedere all’isola ecologica di via Nuova ad Avezzano, con la certificazione del pagamento della Tasi, così da evitarne l’uso ai furbetti che finora hanno sfruttato la raccolta differenziata esentasse. Ma non si comprende come mai non si possano depositare materiali inerti, come calcinacci di intonaco e laterizi, penalizzando il cittadino ligio al dovere fiscale. La quantità accettata è davvero irrisoria, e questo porta inevitabilmente il cliente a trovare luoghi più o meno aperti per gettare il tutto, come spesso si verifica. Il nostro territorio ha, tra le tante, anche attività edilizia di modesta entità, che produce questo tipo di rifiuti e, considerando la lotta all’inquinamento ambientale, bisognerebbe che venisse effettuata una corretta diffusione di norme per lo smaltimento di piccole quantità», sottolinea ancora Venditti, «sono ovviamente da ritenersi rifiuti speciali, ma è compito di chi ha in appalto le operazioni legate alla raccolta, al trasporto e allo smaltimento dei rifiuti evitare che calcinacci, mattonelle rotte, e quant’altro vengano abbandonati abusivamente, deturpando e inquinando l’ambiente. Smaltire in modo abusivo è giustamente sanzionato penalmente. Cosa può fare l’utente per eliminare correttamente piccole quantità di macerie edili, non risultando né una ditta né un’ impresa soggetta a specifiche norme? Norme che ammontano comunque a cifre astronomiche per poter effettuare le determinate analisi richieste. Un aggravio di spesa non giusta nei confronti di chi paga già tasse elevate per lo smaltimento rifiuti. Si sottolinea, di nuovo, che il quantitativo posto all’attenzione è di piccole entità. D’altronde, è inconcepibile l’oneroso dispendio di tempo per la procedura burocratica, da inoltrare, per la richiesta dello smaltimento a domicilio».
«Questo tipo di materiale, che si ottiene dalle demolizioni e dalle costruzioni», conclude Domenico Venditti, «potrebbe essere addirittura riciclato e utilizzato per altre tipologie di lavori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.