Ventimila presenze per Francesco «E ora puntiamo al Giubileo 2025»

Superate le previsioni, che parlavano di 12mila persone al massimo nei luoghi toccati dal pontefice Il vicesindaco Daniele: «Giornata epocale, adesso dobbiamo lavorare con la curia per la nuova sfida»
L’AQUILA. Quasi il doppio delle presenze previste: all’Aquila, in occasione della storica visita di domenica di Papa Francesco alla Perdonanza celestiniana – che ha visto per la prima volta un pontefice aprire la Porta Santa per l’indulgenza plenaria – c’erano 20mila persone, a fronte delle 12mila attese tra piazza Duomo, piazzale di Collemaggio e le vie che le collegano e che il Santo Padre ha percorso in papamobile. L’entusiasmo è tale che ora la città alza le proprie aspettative e punta al Giubileo universale del 2025.
Lo dice il Comune all’indomani della visita, compiendo un primo bilancio a Perdonanza non ancora conclusa. I numeri li confermano anche alcuni indicatori turistici: gli hotel del centro città erano praticamente saturi – anche grazie all’enorme seguito dello staff, della sicurezza e dei media nazionali che accompagna il pontefice nei suoi spostamenti – ma anche le piattaforme di prenotazione online – a partire da Booking – che sabato davano per aggiudicato l’80% delle camere prenotabili sul web per la notte prima della storica visita, con prezzi schizzati alle stelle vista l’enorme domanda da parte di turisti italiani e stranieri.
«È stata una giornata epocale, grazie a Papa Francesco e alle ventimila persone presenti. Abbiamo visto una risposta entusiasta ed educata da parte della città, che ha dimostrato una grande maturità davanti a eventi di tale portata. E il Santo Padre ha percepito il grande affetto dell’Aquila», ha detto ieri il vicesindaco Raffaele Daniele, che è anche presidente del comitato organizzatore della Perdonanza. Il comitato, insieme a tutti gli altri protagonisti della giornata storica, a partire dall’arcidiocesi, del resto, ha dovuto mettere in campo un’organizzazione imponente, tra personale per la sicurezza, aree di sosta, navette di collegamento. Ma anche e soprattutto i due enormi palchi, quello dell’incontro del Papa con i familiari delle vittime del sisma e quello di Collemaggio, collegati da quattro chilometri di transenne, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo. E poi un grande cartellone delle manifestazioni collegate.
Continua il vicesindaco: «È stata una giornata epocale. La città e la sua Porta Santa sono state rilanciate a livello mondiale grazie al pontefice». Quindi l’obiettivo: «Ora la sfida diventa quella di far inserire la Porta Santa dell’Aquila nel programma del Giubileo del 2025. Sta a noi lavorare fin da subito con la curia per riuscirci». La sfida è ambiziosa: unire L’Aquila alle grandi celebrazioni romane del Gibileo universale della Chiesa che vanno in scena ogni 25 anni avrebbe un enorme ritorno di immagine turistica, oltre ad affollare la città per mesi. Andrebbe verso quel progetto di fare della città un punto di riferimento religioso puntando sul brand “L’Aquila città del Perdono”.
Non a caso, prima dell’arrivo di Papa Francesco, le stesse associazioni turistiche regionali avevano chiesto con forza all’amministrazione e agli operatori aquilani di andare verso questo obiettivo a lungo termine, collegando la città alla Capitale sul piano dell’attrattività religiosa, ricordando però che il tempo stringe: per essere inclusi nel Giubileo del 2025 bisogna muoversi immediatamente.
Raffaele Daniele non si sbilancia sulle reali possibilità della città di ottenere questo ennesimo riconoscimento e non chiarisce se il Comune abbia già avuto garanzie – o anche semplici promesse – dal Vaticano. Ma il vicesindaco si mostra estremamente fiducioso: «Fino a qualche mese fa chi poteva aspettarsi che Papa Francesco sarebbe venuto all’Aquila ad aprire la Porta Santa, diventando il primo pontefice della storia a farlo?». In altre parole: niente ora sembra impossibile.
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