Verdeaqua contro Fials: «Pagati i dipendenti»

L’AQUILA. «Non bisogna diffondere false informazioni». I soci dipendenti della cooperativa Verdeaqua Nuovi Orizzonti si dissociano dalle affermazioni del segretario della Fials Simone Tempesta, che...
L’AQUILA. «Non bisogna diffondere false informazioni». I soci dipendenti della cooperativa Verdeaqua Nuovi Orizzonti si dissociano dalle affermazioni del segretario della Fials Simone Tempesta, che ha denunciato ritardi nei pagamenti degli stipendi ai 200 lavoratori, e che controreplica annunciando «ogni atto di tutela nei confronti dei sottoscrittori della nota», ritenuta diffamatoria. Ma andiamo per ordine: i soci della cooperativa rendono nota «la decisione assembleare del 14 dicembre 2015, quando, al fine di far fronte a una crisi aziendale, i soci decisero all’unanimità di ricapitalizzare la cooperativa rinunciando a un importo pari alla tredicesima mensilità. Nell’assemblea del 16 dicembre 2019», aggiungono, «il consiglio di amministrazione ha comunicato le probabili difficoltà circa il pagamento della tredicesima mensilità, dovute a tempistiche tecniche legate a enti terzi, impegnandosi a ridurre i tempi d’attesa. Il giorno 3 gennaio la presidente Annalisa Manella, con messaggio diretto a tutti i soci, si scusava per il disagio arrecato, portando a conoscenza che il pagamento della tredicesima mensilità sarebbe avvenuto entro il sette gennaio, cosi come verificabile da versamenti bancari». Secondo i soci, le dichiarazioni di Tempesta «ledono quindi l’immagine della cooperativa e di ciascun socio-dipendente che quotidianamente si impegna al fine di garantire un servizio concreto e professionale alla collettività. Inoltre, Tempesta ha operato senza attenersi alle modalità comportamentali che un sindacato dovrebbe porre in essere prima di avallare eventuali comunicazioni ricevute».
La replica di Tempesta: «La delibera dell’assemblea dei soci che ha statuito la rinuncia alla tredicesima mensilità 2015 (e poi 2016) è stata ritenuta illegittima dal giudice del lavoro, con conseguente condanna della cooperativa a restituire le somme indebitamente trattenute e al pagamento delle spese di lite per un totale complessivo attuale che ammonta a circa 28mila euro “carte alla mano”, debito che la Verdeaqua non ha ancora onorato». Tempesta poi sottolinea che alla data del 9 gennaio «non risultavano ancora accreditati, almeno alla stragrande maggioranza dei lavoratori, gli stipendi del mese di novembre e dicembre, né la tredicesima mensilità 2019. Non essendo poi chiaro il motivo per il quale alcuni soci si risentano delle tutele offerte si provvederà a verificare», conclude Tempesta, «se ci siano state o meno elargizioni preferenziali».
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