Verdecchia-Verrecchia, che duello

14 Maggio 2017

Cognome conteso: l’assessore candidato Pd va dalla polizia. Replica al veleno

AVEZZANO. Il primo duello al vetriolo ha come protagonisti l’avvocato Roberto Verdecchia, assessore e candidato con il Partito democratico (a sostegno di Gianni Di Pangrazio) e Massimo Verrecchia, braccio destro del sottosegretario Federica Chiavaroli, in corsa con Avezzano popolare (per il candidato sindaco Gabriele De Angelis). Verrecchia appare con la dicitura “detto Verdecchia”. Il penalista avezzanese ha presentato un esposto alla Commissione circondariale elettorale e al commissariato di polizia. «Credevo chiamarsi Verrecchia e non Verdecchia, comunque buon per lui», afferma l’attuale assessore, «però siccome nessuno è nato ieri e il suo candidato sindaco invoca la trasparenza amministrativa nel suo programma elettorale definendola avrebbe potuto vigilare più attentamente a tale deprecabile situazione». Secondo Verdecchia «la dichiarazione è palesemente falsa perché Verrecchia in campo politico, lavorativo e sociale è stato sempre Verrecchia e nulla più. Giusto per non creare confusione elettorale tra candidati con lo stesso cognome, visto il detto del Verrecchia Massimo, sarà la Commissione elettorale a interessarsi a tale situazione e giusto perché tale fatto non assuma a una furbata elettorale dell’innesto all’ultimo minuto, evidenziandosi del dolo, sarà anche la magistratura a doversene occupare».
La replica non si è fatta attendere. «Tal Roberto Verdecchia», sottolinea il capolista di Avezzano popolare, «si rivolge con un comunicato ai giornalisti che in decine di articoli mi hanno appellato Massimo Verdecchia, articoli che l’attento Roberto Verdecchia non ha mai fatto rettificare. Non sapevo e non sapevano neanche le persone che abitualmente frequento da anni e che spesso mi chiamano Verdecchia, che dovessero chiedere l’autorizzazione a tal Roberto, così come non l’avranno pensato i vari Cipollone e Cipolloni, che hanno anch’essi sottolineato una cosa simile senza per questo scandalizzarsi. Roberto Verdecchia dimostra solo nervosismo. Evidentemente teme di non essere rieletto e utilizza azioni intimidatorie e strampalate per recuperare attenzione. Invocare addirittura la magistratura, poi, è del tutto fuori luogo. A mio avviso l’unica cosa che dovrebbe accertare, semmai, è come il Verdecchia, consigliere comunale uscente, abbia ottenuto la copia del nostro atto principale, visto che sono documenti che devono restare in possesso esclusivo della commissione elettorale». (r.rs.)
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