Verdura velenosa, danni all’azienda di Luco

9 Ottobre 2022

Si aspettano le analisi sui campioni: 13.500 chili di spinaci sequestrati rischiano di finire al macero

LUCO DEI MARSI. In attesa dell’esito delle analisi, per rilevare l’eventuale presenza di mandragora, i 13.500 chilogrammi di spinaci sottoposti a blocco rischiano di essere gettati. Un danno di circa novemila euro per l’azienda agricola di Luco dei Marsi che, stando a quanto ricostruito dal Nas di Napoli, ha commercializzato a una società di Volla (provincia di Napoli) sei bancali di spinaci, della varietà sioux, pari a 1.153,84 chilogrammi definendoli «prodotto grezzo da lavorare».
Sempre secondo quanto stabilito dagli inquirenti, le 2.700 cassette di ortaggi appartengono allo stesso lotto venduto alla società campana responsabile dell’intossicazione di almeno otto persone. Il sospetto dei sanitari e dei carabinieri del Nor, intervenuti all’ospedale di Pozzuoli su segnalazione dei medici, è che le persone intossicate possano aver ingerito foglie di mandragora, un’erba velenosa con proprietà allucinogene molto simile nell’aspetto agli spinaci o alle biete. I sintomi vanno da nausea, vomito, problemi intestinali, secchezza delle fauci e difficoltà a urinare per intossicazioni leggere, fino ad allucinazioni, delirio e tachicardia. Sono riportati anche casi di morte per sospetto avvelenamento.
Ascoltati dai militari, gli intossicati avevano riferito di aver mangiato spinaci acquistati in alcuni supermercati e frutterie di Quarto, Pozzuoli e Monte di Procida. Le indagini hanno consentito di risalire alla filiera di distribuzione dei prodotti contaminati. I militari hanno accertato che la mandragora, scambiata erroneamente per spinaci, è stata commercializzata da aziende di Luco dei Marsi, Forio e Volla (Napoli), Aversa (Caserta) e San Valentino Torio (Salerno).
Per questo i carabinieri del Nas di Pescara e il servizio Igiene alimenti e nutrizione della Asl hanno proceduto al prelievo di un campione rappresentativo di spinacio a foglia varietà sioux, appartenente al lotto oggetto d’indagine, per la ricerca di alcaloidi e tipizzazione di mandragora, sottoponendo a fermo cautelativo di 2.700 cassette di ortaggio. I campioni sono stati inviati all’Istituto zooprofilattico. L’esito degli accertamenti è atteso per domani. (f.d.m.)