Verini: spaccio di droga allarmante

Il consigliere comunale sollecita una maggiore vigilanza in tre zone della città
L’AQUILA. «All’Aquila c’è un gigantesco problema di droga e, nell’audizione in commissione dell’Asm, abbiamo avuto il terrificante dato che ogni giorno vengono raccolte 200 siringhe. Tutti i giorni». È quanto denuncia il consigliere Enrico Verini, capogruppo di Azione al Comune dell’Aquila, in una lettera aperta al prefetto Cinzia Torraco, al questore Nicola De Simone e al sindaco Pierluigi Biondi.
Verini parla di «emergenza spaccio a cielo aperto in città» perché «intere porzioni di città – come il Parco del Castello dalle prime ore del pomeriggio, i portici di San Bernardino e il piazzale del megaparcheggio di Collemaggio – sono letteralmente sottratte alla collettività e sono nelle mani di baby gang che sono dedite allo spaccio, palese e senza pudore, con dinamiche di degrado e pericolosità simili a quelle della stazione di Milano».
Verini sollecita interventi mirati. «Sulle cause delle dipendenze non intendo indagare, ma auspico che si indaghino e si mettano in campo politiche e azioni per contrastare il fenomeno», aggiunge il consigliere comunale, «non posso fare a meno però, da padre, di chiedermi se i genitori abbiano coscienza di come si sia diffusa la cultura dello sballo tra i giovani e giovanissimi. Da consigliere rivolgo un appello alle autorità perché si convochi a stretto giro un tavolo di coordinamento sulla sicurezza per fare qualcosa perché non accetto, né accetterò mai, di vedere l’illegalità padroneggiare sui diritti dei cittadini, né di vedere zone della città, come il Parco del Castello, appunto, non più fruibile da una mamma con un figlio. Non è accettabile. Non sta a me indicare le misure da mettere in campo, ma di certo è intuitivo ritenere che un pattugliamento integrato tra forze dell’ordine, anche con cani antidroga, in giro per la città, e in particolare negli spazi che ho indicato, potrebbe almeno eliminare l’incancrenirsi di una situazione che, statene certi, o combattiamo subito oppure entro non molto evolverà in qualcosa di più grave e pericoloso. Un pattugliamento a piedi che però non sia estemporaneo», conclude Verini, «bisogna prevedere una azione sistematica e nel tempo. Viviamo in un territorio raccolto e mi rifiuto di credere che non possa essere organizzato».

