Verrecchia in Vespa porta la tregua nel centrodestra

Voto unanime sulla legge per valorizzare Corradino d’Ascanio. Ma sulla memoria della resistenza tre consiglieri si defilano
L’AQUILA
Messi da parte i due nodi della discordia, la data del rinvio della nascita della Nuova Pescara e l’affare dei rifiuti, la maggioranza si ricompatta all’Emiciclo regionale. È una tregua, sia chiaro, perché entrambe le questioni sono lontane dall’essere risolte, ma il regista delle proteste che hanno fatto saltare la commissione Bilancio, Massimo Verrecchia, per ora ha deposto le armi. Lo ha fatto in una seduta che, al di là delle interpellanze, allo scontro politico ha lasciato ben poco. Cinque progetti di legge sono passati al vaglio dell’aula; quattro sono stati approvati all’unanimità. Il simbolo di questa insolita unità d’intenti tra centrodestra e opposizione è la Vespa inventata da Corradino D’Ascanio. La legge per la valorizzazione della figura dell’ingegnere abruzzese e la motocicletta diventata simbolo della “dolce vita” – che quest’anno compie 80 anni – porta la firma, tra gli altri, proprio del capogruppo di FdI. Con lui hanno firmato Leonardo D’Addazio (FdI), Pierpaolo Pietrucci (Pd) e Vincenzo Menna (Abruzzo Insieme). La legge istituisce un “Giornata regionale dell’ingegno abruzzese Corradino D’Ascanio” con iniziative su più livelli, dalle scuole alle università”.
Insomma, la Vespa all’Aquila diventa un tandem e aiuta a mettere una toppa agli strappi degli ultimi giorni. L’ultima seduta della commissione Bilancio, però, ha messo a nudo le fragilità della maggioranza, quando Verrecchia ha guidato le proteste dei “riottosi” della coalizione facendo venire a mancare il numero legale in aula. Dunque niente voto sul rinvio di Nuova Pescara al 2029 e sulla questione dei subambiti della gestione dei rifiuti tra Sulmona, L’Aquila e Avezzano. Per quanto riguarda il primo punto, la fusione dei tre Comuni mette in imbarazzo un po’ tutti, con il rinvio dal 2027 al 2029 a causa dei ritardi della politica che non è riuscita a mettersi d’accordo neanche sul nome della città unita. Una parte della maggioranza – tra cui lo stesso presidente Marco Marsilio – maldigerisce la situazione e preferirebbe di gran lunga, preso atto della richiesta dei tre Comuni, posticipare di un solo anno la nascita della Nuova Pescara. Il presidente del consiglio Lorenzo Sospiri, dal canto suo, guida la fazione che vorrebbe dare più tempo possibili alle tre amministrazioni.
Il secondo tema, però, è stato quello probabilmente decisivo. Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, uomo forte di FdI, vorrebbe che la gestione fosse accentrata nelle mani della “sua” Aquilana Asm. Dovrà fare i conti con il vasto fronte del centrodestra che non è d’accordo.
Si vedrà, però, perché, naufragata la commissione Bilancio, nessuno dei due temi è entrato in aula. Così il consiglio regionale è andato d’amore e d’accordo sulla valorizzazione della Festa dell’Uva di Mosciano, sulla nascita della Giornata della Protezione civile e sulla valorizzazione dei luoghi della lotta partigiana e della guerra di Liberazione, tramite l'istituzione di Parchi della Memoria storica e della Resistenza”. In realtà, su quest’ultima legge D’Addazio, Gianpaolo Lugini e Carla Mannetti hanno tolto la scheda per risultare assenti e non votarla. Il Nanni Moretti di Fratelli d’Italia, invece, ha votato a favore.

