Verrocchi: il Durc contro il lavoro nero

Il segretario della Fillea-Cgil: lo Stato deve reintrodurlo anche per i comuni terremotati dell’Aquilano
L’AQUILA. «Un valido contrasto al lavoro nero e a tanta precarietà, fenomeni che nel cantiere più grande d’Italia sono molto preoccupanti, è costituito dal Documento unico di regolarità contributiva (Durc). Congruità, che le imprese impegnate nel cratere del terremoto dell’Aquila avevano l’obbligo di presentare, fino al 31 dicembre 2016. Poi, con una legge nazionale è stato varato il Durc on line. Chiediamo al governo la sua reintroduzione all’Aquila, considerando che è obbligatorio nel cratere del terremoto del Centro Italia del 2016 e 2017».
È l’appello lanciato dal segretario della Fillea-Cgil della provincia dell’Aquila, Emanuele Verrocchi, nei confronti del governo «sulla urgente necessità di ripristinare il Durc Congruità, l’unico documento che tutela i lavoratori».
Il sindacalista della Cgil rilancia la questione, ribadendo l’allarme sul lavoro nero e precarietà nel settore, nell’imminenza del congresso provinciale del comparto dei lavoratori edili, dal titolo: “Fabbrica per fabbrica, cantiere per cantiere”, in programma sabato 6 ottobre nel Comune di Cagnano Amiterno, all’interno del cementificio Italsacci.
«Ci rivolgiamo al governo perché la reintroduzione del Durc Congruità è, oltretutto, a costo zero», sottolinea Verrocchi, «e, inoltre, riporterebbe omogeneità nelle regole. Oggi, ad esempio, a Cagnano Amiterno, uno dei sei comuni che hanno subìto due terremoti, per i cantieri relativi ai danni del sisma non è previsto il Durc di Congruità; per quelli del Centro Italia, invece, è obbligatorio».

