Vertenza 3G, impugnati 12 licenziamenti

Presentati i ricorsi d’urgenza al giudice del lavoro per ottenere la riassunzione al call center
SULMONA. Approdano in tribunale vertenze dei lavoratori della 3G, licenziati nell’ottobre scorso. Circa dodici degli 87 esuberi avviati nei mesi scorsi, hanno avviato una causa al giudice del lavoro per chiedere il reintegro, visto che altri operatori sarebbero stati assunti in questi mesi con contratti meno dispendiosi per l’azienda.
«Se la società ha dichiarato lo stato di crisi cosa ci entrano le nuove assunzioni?», domandano in coro i lavoratori, ormai sempre più delusi per la piega presa dalla vicenda. Nei mesi scorsi gli operatori del call center sulmonese avevano tirato un sospiro di sollievo, dopo che l’azienda aveva congelato i licenziamenti in seguito alla prima ottantina di lettere inviate, sul totale degli esuberi annunciati di 232 in tutto il gruppo, 102 dei quali solo in città.
Purtroppo, le nuove commesse non sono bastate al ritiro delle procedure di licenziamento annunciate. Tra i nuovi contratti si registra quello della Poste Italiane, che doveva occupare una quarantina di lavoratori, prima di essere dirottato sullo stabilimento di Campobasso. L’azienda ha aperto anche le pratiche per i licenziamenti volontari. Le condizioni proposte dalla società prevedono un incentivo di sei mensilità nette, 24 mesi di Naspi (indennità di disoccupazione) e il tfr, pari a circa 28mila euro per un contratto di lavoro part-time.
Incentivi che hanno convinto per i primi mesi solo una quindicina di operatori del call center sulmonese, troppo pochi per l’azienda che contava di ottenere una cinquantina di adesioni. Da qui l’invio delle prime lettere di licenziamento, che i sindacati hanno provato in tutti i modi a bloccare. Una volta avviati i licenziamenti, i lavoratori con contratti part-time (6 ore) hanno perso paghe di circa 900 euro al mese e quelli con rapporto di lavoro full-time (8 ore) di circa 1300. Intanto, tra i lavoratori rimasti serpeggia la paura per il loro futuro e si fa attenzione anche alla pausa caffè o alla sigaretta di troppo, per evitare di fornire giustificazioni all’azienda per la cessazione del rapporto di lavoro.
Nel frattempo, la Flc Cgil continua ad assistere in tribunale quei lavoratori che hanno deciso di impugnare i licenziamenti davanti al giudice e chiedere di tornare a lavorare. I ricorsi contro i licenziamenti sono stati fatti con procedura d’urgenza, in base all’articolo 700 sulla risoluzione dei contratti, che prevede risposte più brevi del giudice. La 3G dà lavoro a circa 400 persone. (f.p.)
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