Vertenza Accord, Invitalia conferma i finanziamenti

Pronti oltre dieci milioni ma il vertice in prefettura è stato disertato da Shankar Il sito per lo smaltimento dei rifiuti elettronici potrebbe partire a fine anno

L’AQUILA. Tavolo senza l’azienda. Ma c’era Invitalia, che ha confermato il finanziamento di 10,7 milioni. E c’erano i tanti ex lavoratori del polo elettronico, che attendono di essere ricollocati. Sull’operazione di insediamento dell’Accord Phoenix adesso la palla passa alla proprietà, e cioè all’imprenditore anglo-indiano Ravi Shankar, che ieri non era presente al tavolo istituzionale convocato dal prefetto Francesco Alecci: ci sono sei mesi di tempo, per avviare il primo passo e non perdere il contributo pubblico, per la cui ratifica manca solo una firma. Secondo il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, sono a buon punto le procedure per l’acquisizione della parte di stabile ancora in possesso dell’ex Finmek e c’è l’impegno del commissario Gianluca Vidal a pubblicare un avviso pubblico sulla manifestazione d’interesse di Accord. Per quanto riguarda gli spazi di proprietà del Comune, va invece trovato un accordo con la Tecnopolo, la società che gestisce gli immobili del polo elettronico. Dopo l’estate dovrebbero partire le selezioni del personale e il sito per lo smaltimento di rifiuti elettronici potrebbe essere in funzione a fine anno. Nel frattempo, vanno eseguiti i lavori di adeguamento del capannone. All’incontro in prefettura hanno partecipato, oltre ai sindacati e Lolli, anche la senatrice Stefania Pezzopane e Bernardo Mattarella di Invitalia. Quello di ieri è stato l’ultimo tavolo istituzionale dedicato all’Accord Phoenix, visto che d’ora in avanti saranno attivati i tavoli sindacali per definire le modalità di riassunzione dei 128 dipendenti. «Alla luce dei numeri prospettati», spiega Alfredo Fegatelli della Fiom, «è chiaro che le possibilità di rioccupazione sono inferiori rispetto al bacino di quattro aziende da cui attingere in via prioritaria, e cioè Finmek, Fida, Intercompel e P&A Service. In seguito occorrerà quindi anche ragionare su chi rimane escluso. Intanto, non si possono tenere appese a un filo queste persone e va spiegato che il percorso sarà ancora lungo». Secondo Gino Mattuccilli della Fim, «la presenza di Shankar sarebbe servita a chiarire soprattutto i tempi di insediamento del sito e come l’azienda intenda muoversi per rimuovere gli ostacoli ancora presenti. Speriamo di poterci confrontare dopo l’estate, in modo da riflettere insieme al datore di lavoro sui criteri di selezione del personale. Come sindacato siamo disponibili a collaborare, per accelerare la partenza della nuova fabbrica». È soddisfatta del risultato Clara Ciuca della Uilm: «Stiamo vedendo atti concreti da parte della politica, che sono fondamentali in un territorio disastrato».

Romana Scopano

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