Vertenza del dirigente Di Gregorio Spunta altro debito fuori bilancio

26 Novembre 2021

La giunta ha votato una delibera per il riconoscimento del pagamento in favore del ricorrente Tutto nasce da una causa per mobbing: in due gradi di giudizio l’ingegnere ha battuto l’ente

L’AQUILA. La giunta ha votato una delibera per il riconoscimento di un debito fuori bilancio relativo a una causa di lavoro intentata all’amministrazione dal dirigente Mario Di Gregorio. Il Comune ha perso la causa sia in primo grado sia in secondo (dove c’è stata una minima riduzione del risarcimento da pagare). Ora si attende la Cassazione, ma nel frattempo il Comune deve riconoscere il debito in quanto le sentenze già pronunciate sono esecutive.
la storia
La vicenda, che risale a qualche anno fa, è partita da una denuncia, presentata dal dirigente, per mobbing. La richiesta iniziale era per un risarcimento di 168mila euro, oltre a interessi e rivalutazioni monetarie. Il giudice del lavoro di primo grado condannò l’ente pagare quasi 9mila euro per danno patrimoniale e oltre 50mila euro per danno biologico. In appello l’importo risarcitorio fu leggermente ridotto. Nella delibera, che ora sarà trasmessa al consiglio comunale per il voto definitivo, “previa l’acquisizione del parere della competente commissione consiliare” si legge che “il Comune fu convenuto in giudizio dinanzi al tribunale civile-sezione lavoro nel giudizio incardinato dal dipendente ingegner Di Gregorio, che aveva già svolto funzioni dirigenziali e ne chiedeva l’ulteriore assegnazione, con contestuale condanna del Comune al risarcimento del danno patrimoniale, biologico e non patrimoniale”. Si rifà la storia delle due sentenze e si sottolinea che “in ragione dell’esecutività della sentenza – pur gravata da ricorso per Cassazione tuttora pendente dinanzi alla Sezione lavoro – il dipendente ha intimato atto di precetto per il pagamento della somma. Nel caso di sentenza esecutiva, del tutto equipollente un decreto ingiuntivo munito di esecutività, nessun margine di apprezzamento discrezionale è lasciato al consiglio comunale, che con la deliberazione di riconoscimento del debito fuori bilancio è chiamato a esercitare una mera funzione ricognitiva, a fini contabili e di integrità del bilancio, non potendo comunque impedire il pagamento del relativo debito. La natura della deliberazione consiliare non è propriamente quella di operare una valutazione sulla legittimità del debito derivante da pronuncia giudiziale esecutiva, bensì di ricondurre al sistema del bilancio un fenomeno di rilevanza contabile (il debito da sentenza, sul cui contenuto l’ente non può incidere, ma deve prenderne atto) quando esso sia maturato all’esterno delle previsioni di bilancio, nonché di verificare la sua compatibilità con la situazione economico-finanziaria al fine di adottare, ove del caso, i necessari provvedimenti di riequilibrio”. Il consiglio comunale potrà solo prendere atto della delibera di giunta.