Vertenza Edimo, sarà coinvolto il ministero

Resta una grande incertezza sul futuro dei lavoratori che aspettano diverse mensilità arretrate
L’AQUILA. Nel tavolo permanente attivato per la vertenza del gruppo Edimo sarà coinvolto il ministero delle Attività produttive. Ad assumersi l’impegno, il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, che sta anche facendo da tramite tra il curatore fallimentare Luigi Labonia e i sindacati, in attesa di un confronto sul futuro dei 112 lavoratori della Edimo spa, dichiarata fallita dal tribunale di Roma il 17 febbraio. I dipendenti, la cui cassa integrazione straordinaria scade il 10 marzo, sono fuori dalla fabbrica, senza alcuna certezza su quello che accadrà nei prossimi giorni e con diverse mensilità arretrate. «La nostra priorità» afferma Clara Ciuca della Uilm «è avere al più presto un incontro con il curatore fallimentare che, a quanto pare, sta ancora esaminando le carte. Vogliamo capire quali prospettive ci sono per i lavoratori della Edimo spa e quindi quali conseguenze potrebbe esserci per tutto il personale del gruppo, visto che l’azienda fallita controlla la maggioranza delle quote societarie. La situazione è molto grave: i dipendenti sono attualmente sospesi dall’attività produttiva, non sanno con quale reddito camperanno le loro famiglie e per di più avanzano tra le sei e le sette mensilità di stipendio». I sindacati vogliono avere chiarimenti anche sulle cause che hanno portato al fallimento dell’azienda, che fa parte di un gruppo all’apparenza solido, con commesse nazionali e internazionali: «Durante il tavolo in Regione» aggiunge Ciuca, «il patron Carlo Taddei ha ribadito quanto detto anche in assemblea: la procedura di fallimento sarebbe stata aperta per uno scoperto di soli 40mila euro e per una mail di posta certificata che sarebbe andata persa, impedendo ai legali del gruppo di partecipare all’udienza del 17 febbraio. Ed è in corso un’indagine interna, per far luce sulla vicenda».
Romana Scopano

