Vertenza Intecs «Settanta famiglie ormai allo stremo»

Sit in degli ex ricercatori senza stipendio davanti all’Inps I vertici dell’Istituto: «Stiamo cercando le soluzioni»
L’AQUILA. Una vertenza fuori controllo, piena di nodi che non si riescono a sciogliere. L’ennesima beffa, per i 70 ex ricercatori della Intecs, licenziati a dicembre del 2017 e in attesa di una ricollocazione che tarda ad arrivare. Il tribunale del lavoro ha dichiarato illegittimi quei licenziamenti, ma ormai l’azienda è in concordato preventivo, e l’Inps, con una interpretazione delle norme considerata restrittiva, ha deciso di sospendere l’erogazione della Naspi, il sostegno della disoccupazione. Senza lavoro, senza stipendio, senza ammortizzatore sociale.
E ancora in attesa di incontrare la nuova amministrazione regionale, nelle cui mani è riposto il loro futuro, con un’operazione di ricollocamento nell’ambito della Space Economy, avviata da Giovanni Lolli, che va portata avanti. Ieri gli ex ricercatori hanno inscenato un presidio davanti alla sede dell’Inps, in via dei Giardini: «Con una lettura particolarmente restrittiva delle norme», ha spiegato il segretario della Fiom Elvira De Sanctis, «l’ente, in seguito al pronunciamento del tribunale del lavoro, non considera più questi lavoratori disoccupati. Ma l’azienda ha chiuso i battenti, all’interno dell’ex polo elettronico, la società è in liquidazione e addirittura non si chiama più neanche Intecs, ma Technolabs srl, il vecchio nome del laboratorio aquilano di ricerca e sviluppo. In questo marasma, i lavoratori non possono vedersi corrisposto quanto ancora dovuto e con la decisione dell’Inps non hanno più alcun sostegno economico» Per cercare un colloquio con l’ente di prevenzione, che finora è stato sfuggente, il presidio ieri è stato spostato, dopo 14 mesi, dal camper davanti alla Regione in centro storico. Non è finita qua. Visto che l’azienda è latitante anche nelle comunicazioni all’Inps, alcuni lavoratori che ne avrebbero i requisiti non possono sfruttare le agevolazioni della quota 100 per andare in pensione.«Nel frattempo», ha concluso De Sanctis, «la proprietà della ex Intecs si è buttata in altre iniziative imprenditoriali e reclamizza su internet alberghi di lusso per clienti stranieri. Questo mentre 70 famiglie sono allo stremo».
Per uscire dalla palude, si attende una risposta da parte del presidente della giunta regionale Marco Marsilio e dell'assessore alle attività produttive Mauro Febbo.
«L’incontro con il direttore regionale, Valeria Vittimberga e quello provinciale Vittoriana Saltarelli», si legge in una nota dell’Inps diramata ieri, «si è svolto in un clima collaborativo e l’Istituto ha espresso vicinanza ai lavoratori in questo momento di difficoltà. I lavoratori hanno potuto esporre e le proprie ragioni e il vertice dell’Inps «ha comunque garantito ogni possibile approfondimento presso i propri uffici centrali, da effettuarsi entro breve tempo, al fine di pervenire a soluzioni che limitino il più possibile il disagio sociale che scaturisce dalla vicenda».
Il tutto, ovviamente, nel rispetto delle normative in materia, che appaiono complesse.
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