Vertice sui sottoservizi per accelerare i lavori
L’AQUILA. Un cambio di passo per velocizzare l’avanzamento dei lavori per i cantieri dei sottoservizi, un nuovo impegno per superare le criticità che nelle ultime settimane stanno rallentando il...
L’AQUILA. Un cambio di passo per velocizzare l’avanzamento dei lavori per i cantieri dei sottoservizi, un nuovo impegno per superare le criticità che nelle ultime settimane stanno rallentando il grande progetto per il rifacimento della rete sotterranea di energia elettrica, telefonica e fibra ottica.
È quanto emerso dal tavolo tecnico convocato all’assessorato alla Ricostruzione, in via Avezzano, per affrontare uno dei problemi della difficile opera di ricostruzione. Nella quale si sta verificando che i cantieri per i sottoservizi, aperti su più fronti del centro storico, a volte avanzano più lentamente, e non solo per i ritrovamenti storici e archeologici che hanno bisogno dell’intervento della Soprintendenza. Da via Zara a via Garibaldi, fino a via Maiella e anche altrove: il problema è che e-Distribuzione e Telecom troppo spesso non verificano con i sopralluoghi che cosa c’è sotto terra. E di frequente mancano, nei cantieri in procinto di aprire secondo il cronoprogramma, i bypass necessari per non interrompere le utenze (linee aeree temporanee poste ai margini delle opere).
Al tavolo convocato dall’assessore Pietro Di Stefano c’erano tutti i soggetti chiamati a raccolta: Aurelio Melaragni e Alessandra Marono della Gran Sasso acqua, Marco Pasini di Telecom Italia, Vincenzo Autiero di e-Distribuzione, Roberto Bastianelli di 2iretegas, il sindaco Massimo Cialente e il dirigente del settore Ricostruzione Vittorio Fabrizi; e-Distribuzione ha ammesso i ritardi giustificandoli «con l’ingente lavoro che abbiamo dovuto svolgere per l’emergenza maltempo». Gsa, che dei lavori per i sottoservizi è committente, ha ribadito la necessità di risolvere al più presto le criticità in quanto sono in partenza altri tre lotti nel centro storico. Ritardi ulteriori potrebbero tradursi anche in problemi con la ditta esecutrice, hanno spiegato i tecnici della Gran Sasso acqua, che ha già paventato la necessità – restando così le cose – di ridurre personale e risorse. «L’Aquila non è una città normale, c’è una ricostruzione che non può essere fermata. Chiediamo uno sforzo in più, proprio nel momento in cui stiamo più incentivando il rientro in città di cittadini e servizi», ha detto Di Stefano, «pur lodando il lavoro fatto sin qui. Ma non basta. L’Aquila sta vivendo un nuovo abbandono, una fuga dal centro storico soprattutto dal sisma di Amatrice, poi con quello del 18 gennaio e gli allarmismi su nuove forti scosse di terremoto». (m.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

