Vesuvius, a fine anno in 83 senza lavoro

Si confida nella possibilità di trovare un’altra azienda per proseguire con la produzione
AVEZZANO. Sono 83 i dipendenti della Vesuvius che a fine anno rimarranno senza lavoro.
Oltre a loro ci sono circa cento persone che fanno parte dell’indotto. Un fiore all’occhiello del nucleo industriale della città che sarà smantellato per trasferire tutto nell’Europa dell’Est. La casa madre, infatti, nell’ambito di un ampio progetto di ristrutturazione ha deciso di abbandonare l’Italia chiudendo i cancelli dei stabilimenti di Avezzano e Cagliari, ma mantenendo le commesse. La Vesuvius, infatti, produce le piastre per gli alti forni per numerose aziende italiane tra le quali c’è anche l’Ilva di Taranto. Le prime avvisaglie di una possibile chiusura sono arrivate in primavera. I dipendenti hanno intercettato una mail nella quale si parlava di una riorganizzazione interna.
Tramite le Rsu, i lavoratori hanno iniziato a chiedere spiegazioni e non ricevendo rassicurazioni sono arrivati a bussare anche alla porta degli uffici della multinazionale di Londra e Bruxelles. Alla fine, dopo un mese di occupazione della fabbrica e numerosi incontri in Regione e al ministero dello Sviluppo economico, è arrivata la notizia che a fine anno l’azienda avrebbe chiuso per trasferire tutto in Polonia.
A nulla sono valsi i tentativi di far restare la multinazionale nella Marsica soprattutto per tutelare gli 83 dipendenti under 45. Le parti sociali hanno avviato la trattativa per far sì che i lavoratori possano ottenere gli ammortizzatori sociali, mentre la Regione sta cercando di trovare altri partner per poter portare avanti l’attività produttiva. Intanto in azienda si continua a lavorare nella speranza che possa bussare un nuovo proprietario in grado di assicurare un futuro a tutti i dipendenti. (e.b.)
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