Vesuvius, fallito il vertice La fabbrica resta bloccata

20 Maggio 2016

AVEZZANO. La Vesuvius rifiuta di dare delle risposte ai lavoratori e loro continuano a bloccare l’attività produttiva. Le aspettative degli 83 dipendenti della fabbrica della città per l’incontro in...

AVEZZANO. La Vesuvius rifiuta di dare delle risposte ai lavoratori e loro continuano a bloccare l’attività produttiva. Le aspettative degli 83 dipendenti della fabbrica della città per l’incontro in Regione sono state deluse. Nel vertice di ieri, infatti, l’azienda, rappresentata da Richard Sykes, vicepresidente Europa, Emanuele Boccalatte, direttore area commerciale, Gianluca Rodorigo, manager di Avezzano, e Chiara Spadoni, responsabile delle relazioni esterne, non ha fornito alcun dettaglio sulla riorganizzazione aziendale e in particolar modo sul sito di Avezzano. Il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, e le parti sociali hanno evidenziato le preoccupazioni che sono emerse nelle ultime settimane tra i lavoratori che sono arrivati anche a Londra per avere delle informazioni sul loro futuro. La delegazione aziendale, però, non si è mossa dalla propria posizione ma ha chiesto ai dipendenti di aprire i cancelli per prendere le piastre degli altiforni da consegnare alle varie acciaierie italiane. I lavoratori si sono rifiutati e la situazione è precipitata.

«Non c’è stata alcuna apertura», ha commentato Domenico Fontana della Filctem-Cgil, «anzi c’è stata una chiusura totale. Non ci danno garanzie e non ci danno risposte. Ai lavoratori non resta che continuare lo sciopero». Inizialmente si era ipotizzata la firma di un documento condiviso, ma poi l’azienda si è tirata indietro. «Visto il valore dell’attività industriale in questione», ha spiegato Lolli, che insieme al consigliere regionale, Lorenzo Berardinetti, ha cercato di far dialogare le parti, «non possiamo accettare l’ipotesi di una riorganizzazione della Vesuvius che possa indebolire o chiudere lo stabilimento di Avezzano per trasferire la produzione in Polonia».

La Regione ha messo a disposizione delle agevolazioni che però non sono state prese in considerazione dall’azienda. Lunedì prossimo altro incontro al ministero dello Sviluppo economico.

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