Vesuvius, il territorio si mobilita

Il sindaco Di Pangrazio: la chiusura una decisione inaccettabile, gli 83 dipendenti vanno tutelati
AVEZZANO. C’è sgomento e rabbia nella Marsica davanti all’ennesima notizia della chiusura di un’azienda storica. La Vesuvius, fiore all’occhiello del nucleo industriale della città, ha deciso di interrompere la produzione ad Avezzano e a Cagliari per trasferire tutto in Polonia. Una scelta, a detta della società, «strategica» che però crea una ferita profonda nel tessuto economico della Marsica. Gli 83 dipendenti dello stabilimento, infatti, rimarranno senza lavoro e si andranno ad aggiungere alle centinaia di operai che negli ultimi anni hanno visto le loro fabbriche chiudere i battenti. «Una decisione inaccettabile», ha commentato il sindaco Gianni Di Pangrazio. «Chiudere questo stabilimento significa mettere all’angolo tante famiglie e depauperare ulteriormente il territorio di un sito prezioso anche per lo sviluppo globale del nucleo industriale. Siamo pronti ad attivarci per tutelare i lavoratori e la Marsica. Questa strategia di delocalizzare le produzioni, sempre più tristemente utilizzata dalle aziende e dalle multinazionali del nostro Paese, dev’essere presa seriamente in considerazione dall’Europa che deve mettere al più presto in campo un’azione garantista per impedire concorrenze sleali. Domani mattina, intanto, incontreremo Domenico Fontana, della Filctem-Cgil da sempre in prima linea sulla questione, per concertare azioni condivise a tutela dei lavoratori, e Alessandra Cerone, assessore alle Politiche del lavoro, parteciperà all’assemblea in programma nello stabilimento». Gli operai, che hanno in media un’età di 45 anni, ora sperano che si possa trovare un nuovo acquirente. La multinazionale entro dicembre chiuderà il sito spostando tutta la produzione in Polonia. Sulla vicenda sono intervenuti anche i consiglieri provinciali Felicia Mazzocchi e Gianluca Alfonsi, per i quali «la vicenda, tristissima, dei lavoratori della fonderia Vesuvius porta a ragionare sul livello di interesse delle istituzioni sull’occupazione nel nostro territorio. La Provincia dev’essere presente in tutti i tavoli. Serve, e molto, essere uniti in soccorso di chi ne ha necessità, come si sta facendo per la Santa Croce, altro grave problema. L’auspicio è che si trovi un investitore con un concreto interesse a rilevare la fonderia di alta specializzazione». (e.b.)
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