«Vi racconto l’incidente con Di Pangrazio»

25 Settembre 2015

Parla lo chef ferito dal Suv guidato dal figlio del sindaco: «Mi ha soccorso? Non l’ho visto»

AVEZZANO. «Conoscevo già Giulio Di Pangrazio e se quella notte fosse venuto a chiedermi come stavo l’avrei riconosciuto».

A parlare è Luciano Ferro, il 37enne avezzenese ancora ricoverato in ospedale dopo l’incidente che ha avuto la notte tra sabato e domenica.

Ferro era alla guida della sua Matiz, quando all’incrocio tra corso della Libertà e via Bagnoli, è stato centrato in pieno dalla Land Rover Evoque guidata da Giulio Di Pangrazio, il 29enne figlio del sindaco Gianni Di Pangrazio.

I carabinieri della compagnia di Avezzano hanno depositato in Procura una denuncia nei confronti di Di Pangrazio, contestandogli l’allontanamento dal luogo dell’incidente, secondo l’articolo 189 del codice della strada.

Di Pangrazio, anche tramite l’avvocato Antonio Milo che lo assiste, ha dichiarato di essersi fermato per prestare soccorso e di essersene andato perché non si sentiva bene e perché c’era gente che inveiva contro di lui.

«Non ricordo solo il momento dell’impatto perché è stato molto violento e mi ha fatto perdere i sensi» racconta Ferro «nella mia auto si è precipitato il figlio di un avvocato che conosco, che mi ha fatto riprendere conoscenza, chiamandomi per nome. Ho avuto vicino anche un altro amico che mi diceva di stare tranquillo. Vedevo il Suv bianco, che era parcheggiato a poca distanza dal luogo dello schianto. Sentivo gente fuori dalla macchina che parlava e che diceva: è il figlio del sindaco. Ho visto una persona risalire sul Suv con il faro in mano e ho sentito gente che gridava: ma dove vai? Non te ne puoi andare».

«A tranquillizzarmi», riprende il ferito «è intervenuto un poliziotto del commissariato che parlava al telefono con il 118. Di Pangrazio non mi si è avvicinato e non ho chiesto a lui cosa mi era successo, come ha scritto sulla sua pagina Facebook. Sono arrivati i carabinieri e l’ambulanza. I sanitari hanno provato ad aprire lo sportello con il piede di porco, ma alla fine mi hanno tirato fuori i vigili del fuoco. I carabinieri hanno constatato che chi aveva provocato l’incidente non c’era e non aveva lasciato la sua auto per i rilievi. Di Pangrazio è venuto poi a trovarmi in ospedale. Questo sì. Un incontro di pochi minuti».

«Ringrazio chi si è fermato e spontaneamente ha dato le proprie generalità alle forze dell’ordine, chiarendo che cosa era accaduto» conclude il 37enne di Avezzano coinvolto nell’incidente «sono uno chef executive della Veratour e sarei dovuto partire per l’Egitto per la stagione. So come sono andate le cose perché le ho vissute. I carabinieri hanno fatto bene il loro lavoro e sono sicuro che anche la giustizia farà il suo corso».

Magda Tirabassi

©RIPRODUZIONE RISERVATA