«Vi racconto la mia amica Ilaria: coraggiosa e solare fino alla fine»

11 Ottobre 2023

La comunità in lutto si prepara al dare l’ultimo saluto all’architetta Fabiocchi, scomparsa a 53 anni E parla l’amica Daniela: «Era un’artista dentro e fuori, amava il bello. Ma era anche premurosa» 

L’AQUILA. Petali rosa e duecento palloncini colorati, simbolo di libertà, vivacità e colore. In chiesa, le note di Giulio Gianfelice, in otto brani scelti con cura dagli amici di sempre. La comunità aquilana darà l'ultimo saluto oggi pomeriggio, alle 16, nella basilica di Collemaggio, a Ilaria Fabiocchi, scomparsa a 53 anni per una rara forma di meningite. Architetto, pittrice talentuosa, mamma sensibile e premurosa di Alisia: Ilaria lascia un vuoto incolmabile in quanti l’hanno conosciuta e amata. «Il nostro è stato un legame profondo, di racconti e condivisioni, di quotidianità e vacanze, di serate e Natali insieme», racconta Daniela Bontempo, la migliore amica di Ilaria, consulente d’impresa e consigliere comunale. Un incontro casuale. Un thè caldo preso al Gran Caffè, un abbraccio sentito e un’intesa a prima vista: da quel momento ha fatto il suo corso una solida amicizia, intessendo un legame profondo.
L’INCONTRO CASUALE
Il dolore per Daniela è forte. Fa fatica a ripercorrere i tratti di quel rapporto simbiotico, che la fine prematura di Ilaria non potrà scalfire. «Ci siamo conosciute sui social, una decina di anni fa. Mi contattò perché le era piaciuto un mio post: ci siamo date appuntamento in un bar», ricorda Bontempo, «quando sono arrivata, lei era già lì. Ci siamo guardate senza parlare, un abbraccio lungo in cui ho avvertito tutto quello che dovevo sentire: i nostri trascorsi, la nostra vita, i progetti futuri. Da lì è nata un’intesa speciale. La mattina mi svegliava con il messaggio “Buongiorno amorilla”: era il suo modo di dire che mi voleva bene. Per me, figlia unica come del resto lo era lei, è stato perdere una sorella. Ilaria aveva la gioia nel cuore, l’ironia, la battuta sempre pronta, attiva, solare. Aveva una soluzione per ogni problema, che affrontava con coraggio e determinazione». La chioma fulva a incorniciare il viso dolce. «Elegante, raffinata, mai volgare. Curava molto l’estetica e i dettagli, era amante del bello», dice Daniela, «una vena artistica che si rifletteva in ogni gesto: dalla cura della tavola ai dettagli della casa».
ARTISTA DI TALENTO
Ilaria Fabiocchi, di professione architetto, aveva lavorato per l’Ufficio speciale della ricostruzione per poi passare alla Regione. Ma coltivava una passione innata per la fotografia e la pittura. «Un’artista dentro e fuori», sottolinea Daniela, «le piaceva fotografare per dare alle immagini l’idea di perfezione. Era una donna coraggiosa, che non si perdeva mai d’animo. La passione per la pittura si era sviluppata dopo la pandemia, in un periodo di riposo, a casa, per un piccolo problema di salute: aveva iniziato così a dipingere, canalizzando nell'arte le preoccupazioni per quel problema. Era felice e appagata. Quando dipingeva perdeva la cognizione del tempo. Nell'arte trovava l'altra dimensione, riusciva ad esprimere tutta la sua bellezza interiore».
Ma Ilaria Fabiocchi era, soprattutto, una mamma premurosa e attenta. «Viveva per la figlia Alisia, il suo mondo, la sua ragione di vita», sottolinea Daniela, «aveva paura di morire e lasciarla sola». Quasi un presagio che, purtroppo, si è avverato.
LA MALATTIA
«Nell’ultima visita che le ho fatto in ospedale, quando comunicavamo con un block notes perché aveva già perso l’udito», dice, «le chiesi quale animale le piacesse. Mi scrisse il koala: affettuoso, coccolone, materno. Lei era così, sensibile e piena di protezione verso gli altri». La gioia espressa nei colori vivaci dei quadri, l’amore per la vita, la famiglia, la mamma Nennella e il papà Nino, come faro costante. A luglio scorso, all’improvviso, la malattia. Per Ilaria, gli amici più cari hanno scelto 8 brani da suonare in chiesa: un vocalizzo di C’era una volta il West, Deep peace, Alleluia, Ave Maria, Sanctus, Agnus dei e Amazing grace.
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