Via al progetto “La montagna che (r)esiste”

Gagliano Aterno. Tra gli obiettivi la formazione di giovani e la creazione di una rete delle aree interne
SULMONA. Formare giovani e attivare e implementare una rete delle aree interne abruzzesi coinvolgendo decine di comuni montani, aziende agricole, produttori locali, presidi culturali, cooperative di comunità e associazioni.
È l’obiettivo del progetto “La montagna che (r)esiste”, una serie di azioni finanziate dalla Regione Abruzzo e proposte dall’associazione Spazio Pieno, di cui è presidente Erminia Scioli, in collaborazione con il gruppo di ricerca in scienze sociali applicate Montagne in Movimento, di cui fanno parte, tra gli altri, Raffaele Spadano, Roberta Latini e Giulia Ferrante, che prende il via domani alle 16, a Gagliano Aterno. Il progetto si inserisce in un format nazionale il cui filo conduttore è, appunto, mettere in rete le montagne d’Italia. Le azioni messe in campo hanno come primo obiettivo quello di promuovere processi partecipativi che mettano in dialogo esperienze, formazioni e abilità diverse e sono uno strumento per studiare, coinvolgere e accompagnare amministrazioni e comunità locali in processi di cambiamento, ma anche di valorizzazione dei numerosi processi avviati dal basso che rendono i territori montani modelli di sviluppo alternativi, sostenibili e di cittadinanza attiva. Le fasi del progetto sono quattro e saranno documentate da professionisti della comunicazione che realizzeranno un docufilm-reportage. Tre le associazioni partner che contribuiranno alle attività ci sono il Centro documentazione conflitti ambientali (Cdca), l’associazione Amici di Palmoli e l’Archeoclub di Guardiagrele. La prima fase del progetto prevede due mesi di workshop– da marzo a metà maggio – sulle tematiche che interessano la montagna contemporanea, con un focus sul territorio abruzzese. Le lezioni si svolgeranno a Gagliano Aterno, coinvolgendo 20 giovani. Nella fase due, tra giugno e luglio è prevista una sorta di Erasmus delle aree interne abruzzesi: una carovana di giovani visiterà e incontrerà altri paesi montani in cui si registrano spopolamento e disuguaglianze civili, ma anche processi di rigenerazione, innovazione e resilienza.La terza fase vedrà la carovana d approdare a Roccacaramanico. Per finire, il 21 e 22 agosto prossimi, Castel di Sangro ospiterà la chiusura del progetto il festival “Eroi di montagna”, due giorni di mercato con produttori locali, convegni, musica, laboratori sui temi dell’ecologia e della cultura abruzzese.
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