Via Crucis dedicata alla tragedia del Covid

Niente processione, ma solo momenti di preghiera. E oggi la Madonna che scappa a porte chiuse
SULMONA. Un Venerdì Santo di nuovo senza la solenne processione ma ugualmente sentito dai confratelli trinitari e dall’intera città. Al contrario dello scorso anno, però, le chiese sono rimaste aperte e, nel rispetto delle disposizioni anti Covid, i rossi trinitari hanno voluto rinnovare una tradizione secolare nel segno dell’adorazione dei simboli che da sempre caratterizzano la loro processione. Vicino alla Bara del Cristo morto, alla grande croce e alla statua dell’Addolorata i confratelli dal saio rosso – alla presenza del vescovo Michele Fusco e del cappellano don Gilberto Uscategui – hanno celebrato il loro Venerdì Santo con un momento di preghiera e di meditazione. Nella chiesa della Santissima Trinità sono stati allestiti i simboli della processione del Cristo Morto e i trinitari, alternandosi all’altare, hanno accompagnato la cerimonia con riflessioni e preghiere.
Il vescovo ha poi concluso la breve celebrazione, alla quale hanno preso parte anche il sindaco Annamaria Casini e il presidente del consiglio comunale, Katia Di Marzio, con il gonfalone della città. Prima ancora, alle 17, i trinitari – insieme alla comunità parrocchiale di San Francesco della Scarpa, San Domenico e San Filippo Neri-Sant’Agata – hanno preso parte all’Adorazione della Croce, presieduta dal vescovo e dal parroco don Gilberto. Cerimonia molto partecipata. Alle 21.15 la conclusione con la Via Crucis dedicata alla tragedia generata dal coronavirus. Oggi, alle 12 in punto, si rinnoverà la tradizionale corsa della Madonna verso il Cristo Risorto, anche quest’anno a porte chiuse, nella chiesa di Santa Maria della Tomba. (c.l.)
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