Via Gorizia, niente ponte faraonico

Nel progetto un belvedere e una pista ciclabile, si riparte dalla relazione geologica
SULMONA. Riparte dalla relazione geologica sui terreni il lungo iter dei lavori per il ponte di via Gorizia. Rimasti fermi dal 2012 dopo un’inchiesta della Procura, una petizione e tante proteste, ripartono gli interventi tanto contestati. In realtà, il progetto è molto diverso da quello dell’allora giunta Federico, che voleva realizzare un ponte di congiunzione tra via Stazione Introdacqua e i paesi della Valle del Sagittario per un collegamento più veloce con l’ospedale. Ora di quel massiccio intervento urbanistico è rimasto ben poco, per stessa ammissione dell’attuale assessore ai Lavori pubblici Nicola Angelucci (presidente del consiglio nell’era Federico). Si farà solo un miglioramento della strada, a cui saranno aggiunti un belvedere e una pista ciclabile, senza alcun intervento che attraverserà Villa Orsini, né il faraonico ponte. Tutti interventi che necessitano di una perizia geologica, che con determina del dirigente Amedeo D’Eramo è stata affidata a Gianluca Giovannelli per un importo di 8 mila e 752 euro. Una prassi necessaria per sbloccare definitivamente l’iter burocratico e arrivare alla consegna dei lavori dopo la richiesta di integrazioni da parte del Genio civile per il rilascio di tutte le autorizzazioni sismiche. «Abbiamo affidato questa perizia geologica per rispondere a delle precise richieste riguardo il collegamento viario fra via Stazione Introdacqua e via Gorizia», interviene il vice sindaco e assessore comunale ai Lavori pubblici Nicola Angelucci. «Il progetto esecutivo per l’avvio dei lavori non prevede più l’attraversamento di Villa Orsini e del suo parco, ma un belvedere che affaccia su quest’ultimo. È prevista anche la realizzazione di una passerella sul lato nord per i pedoni e una pista ciclabile». Tutto in realtà è fermo dal dicembre 2012, dopo un’inchiesta penale che si è chiusa con l’assoluzione dall’accusa di falsa attestazione del responsabile unico del procedimento. «Quello che a noi interessa è sistemare le strade e la zona», aggiunge Angelucci, «per questo abbiamo rimesso in moto il progetto». (f.p.)
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