Via libera all’abbattimento dell’ecomostro al cimitero

13 Gennaio 2018

L’enorme colata di cemento doveva ospitare 2mila salme. Nell’89 costò 5 miliardi L’assessore Liris: «Ora dobbiamo spendere 250mila euro per eliminarlo»

L’AQUILA. Uno degli sprechi che pesa da trent’anni sulla testa degli aquilani. Un ecomostro, come è stato definito in questi tre decenni.
BAGNO DI CEMENTO. Un bagno grigio, feroce e senza scrupoli, una colata di cemento grezzo, all’interno del cimitero monumentale dell’Aquila, che avrebbe dovuto ospitare ben duemila salme. Ma che non ha mai visto la luce, resistendo anche a cavallo dei due secoli.
TRE DECENNI. Ora finalmente, dopo trent’anni di spallucce e girate di testa dall’altra parte, è arrivata la delibera con la quale si dà il via all’abbattimento dell’ecomostro, in un cimitero monumentale ancora ferito dai più che visibili danni del terremoto del 2009, aggravati da quelli del 2016.
5 MILIARDI DI LIRE. Una colata di cemento per duemila loculi, costata oltre 5 miliardi di lire e mai ultimata, perché non è in regola. E mai nessuno ce l’ha messa. Così ora il Comune e gli aquilani dovranno spendere altri 250 mila euro per far abbattere la struttura.
L’ASSESSORE. «Il complesso dei loculi è incompleto da trent’anni, all’interno del cimitero monumentale dell’Aquila», sottolinea l’assessore comunale alle Opere pubbliche e vicesindaco Guido Quintino Liris, precisando che, «per questa operazione, verrà utilizzato uno stanziamento di 250mila euro. Sparirà un vero e proprio ecomostro», è il commento di Liris, «che deturpava il cimitero del capoluogo da tre decenni. Una struttura mai ultimata: la sua eliminazione restituirà una nuova dignità al cimitero monumentale della città».
IL MOSTRO. «Da trent’anni questo scempio è sotto lo sguardo di tutti», prosegue il vicesindaco, «in particolare di coloro che vanno a fare visita ai propri defunti. Si tratta del loculario da 2.000 salme i cui lavori, per varie vicissitudini, non sono mai giunti a compimento, generando così un mostro di cemento incompatibile con un luogo che dovrebbe invitare al raccoglimento ed alla memoria».
L’ABBATTIMENTO. Liris precisa anche che l’abbattimento del loculario «si è rivelata l’unica strada possibile, visto che nel corso degli anni è stato classificato da apposite perizie tecniche come “non collaudabile”, né tanto meno “modificabile”. Queste perizie ne hanno comprovato l’impossibilità al recupero secondo le vigenti normative di progettazione cimiteriale».
250MILA EURO. «Il percorso amministrativo per raggiungere questo risultato, non è stato semplice», sottolinea il vicesindaco, «in quanto si è dovuta individuare la corrispondente copertura di spesa, 250mila euro, su un apposito capitolo di bilancio, ma le evidenti motivazioni di decoro hanno fatto sì che venisse ben compresa l’importanza e l’urgenza della demolizione».
RIQUALIFICAZIONE. «Questo dell’abbattimento dell’ecomostro è solo il primo atto, in vista di una riorganizzazione complessiva dell’area cimiteriale, che verrà effettuata in accordo con l’assessore alla Gestione dei cimiteri, Emanuele Imprudente».
Una riqualificazione che vedrà al centro del progetto proprio la parte monumentale, quella più antica del vecchio camposanto, con le cappelle, molte delle quali nobiliari, e il rifacimento totale delle aree verdi.
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