Via libera alla quarta palazzina sanitaria

22 Dicembre 2022

Il Comune approva il progetto con strada e nuovi parcheggi. Un imprenditore annuncia il ricorso

SULMONA. Via libera del Comune alla realizzazione di una quarta palazzina nell’area sanitaria a ridosso dell’ospedale di Sulmona. La delibera che mette fine a una storia infinita, almeno per quanto riguarda la costruzione dell’edificio, è stata approvata dalla giunta al completo, ad esclusione del vicesindaco Franco Casciani che risulta coinvolto nel progetto, in variante al piano volumetrico come progettista e direttore dei lavori ed estensore della relazione tecnica.
Il nuovo fabbricato si estende su una superficie di 2.370 metri quadrati e sarà collegato con viale Mazzini tramite la strada interpoderale Buco della Griotta, che segna il confine con l’area dell’ospedale. Strada che sarà ampliata con la realizzazione anche di uno svincolo e di nuovi parcheggi.
Ma se da un lato c’è chi esulta per la decisione dell’amministrazione comunale di firmare la delibera con cui si dà il via libera alla realizzazione dell’opera, dall’altro c’è chi è già pronto a impugnare l’atto. Si tratta dell’imprenditore marsicano Antonio Rubeo, il quale rivendica la proprietà di buona parte dei terreni che sono stati utilizzati per il progetto approvato dalla giunta. Tant’è che il mese scorso ha citato in tribunale sia la Pindaro srl, l’impresa che sta realizzando il progetto di variante, sia il Comune compreso il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Franco Casciani, in qualità di responsabile dei lavori (incarico dal quale Casciani si è dimesso all’inizio del mandato amministrativo), chiedendo un maxi-risarcimento di 300mila euro. Oggetto del contendere è proprio l’autorizzazione a costruire rilasciata il 14 dicembre scorso dal sindaco e dall’esecutivo. L’imprenditore ha avanzato una serie di rivendicazioni urbanistiche per il lotto ricadente nella cosiddetta “cittadella sanitaria”.
Con le sue società Rubeo era proprietario della maggior parte dei terreni ricompresi nel lotto in questione. Lì ha venduti a terzi che li hanno poi rivenduti alla Pindaro, e ora lamenta che l’area ha perso la capacità edificatoria prescritta dalla legge perché nel costruire le altre palazzine gli avrebbero “eroso” terreno edificabile con il mancato controllo del Comune. Ora, con il rilascio dell'autorizzazione a costruire da parte del Comune, la situazione promette nuovi clamorosi sviluppi. (c.l.)