Via Roma/Santa Croce, coordinamento chiede chiarezza

L’AQUILA. La visita del presidente del Consiglio e della ministra per la coesione territoriale, con riferimento alla firma dell’«ultimo atto di avvio del procedimento di ricostruzione privata», offre...
L’AQUILA. La visita del presidente del Consiglio e della ministra per la coesione territoriale, con riferimento alla firma dell’«ultimo atto di avvio del procedimento di ricostruzione privata», offre al coordinamento via Roma-Santa Croce lo spunto per una lettera che evidenzia le spine del post-sisma.
«Per chi attende invano da oltre 12 anni la ricostruzione della propria abitazione, una tale celebrazione è percepita come un atto fuorviante e offensivo. È il caso dei residenti di via Roma 207, (vicenda localmente nota come Porta Barete), il condominio la cui ricostruzione, avviata e autorizzata, è stata poi bloccata dal Comune, che l’ha inserito in un cosiddetto “Piano di recupero” privo di tempi e atti concreti di riavvio ricostruzione. Un “piano” che prevede di eliminare le abitazioni dei residenti di sempre per fare “altro” in quella zona. Inutile dire che è tutto fermo, la ricostruzione è ancora in un limbo, il sindaco non risponde alle innumerevoli richieste di appuntamento e al posto delle abitazioni dei residenti c’è una radura in abbandono. E così, i fondi pubblici che dovevano “consentire il rientro delle popolazioni colpite dal sisma” (com’era scritto nelle ordinanze post-sisma) saranno, invece, decuplicati per finanziare un piano artificioso e senza certezze di modi e tempi, un piano che lascia le famiglie senza ricostruzione».

