Via Turati, a 12 anni dalla frana arriva l’appalto per i lavori

Tre le ditte in corsa per l’intervento di messa in sicurezza dell’area dove insistono diverse palazzine Dopo tanti appelli, proteste ed esposti, domani l’apertura delle buste. Opere per oltre 600mila euro
SULMONA. Dopo oltre dodici anni di annunci, promesse disattese, fondi ottenuti e mai giunti a destinazione, appelli e proteste da parte dei residenti del quartiere, la frana di via Turati sarà finalmente messa in sicurezza.
Ora una vicenda che sembrava infinita è finalmente arrivata al capolinea. Su dieci operatori selezionati dal Comune, raggiunti da apposito invito con il criterio dell’offerta più vantaggiosa, hanno risposto in tre che restano in corsa per l’aggiudicazione dell’appalto. Domani verranno aperte ufficialmente le buste per l’aggiudicazione dei lavori e si conoscerà la ditta che avrà il compito di mettere in sicurezza il costone che si affaccia sul parcheggio e sull’area camping di via Japasseri. L’importo a base d’asta è di 611.814,40 euro di cui 20.993,65 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. I lavori prevedono la realizzazione di un muro di circa sette metri, un sistema di rinforzo nella parte alta e la stabilizzazione della scarpata con l’istallazione di micropali che dovranno sorreggere il muro di contenimento.
«Non ci fermiamo e andiamo avanti spediti con il supporto degli uffici comunali», sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici Salvatore Zavarella che in questi mesi ha rispolverato progetti che da anni si erano arenati e sembravano destinati a restare chiusi nei cassetti del Comune.
Era il 10 gennaio 2009 quando sulla circonvallazione orientale si creò una grossa voragine con parte della scarpata che si affaccia su via Japasseri che crollò sulla strada sottostante. Fortunatamente in quel momento non transitavano veicoli e pedoni e non vi furono incidenti. Ma le case del quartiere che si affaccia su via Turati iniziarono a scivolare piano piano verso valle, tanto che i residenti iniziarono una dura battaglia affinché il costone franoso di via Turati fosse messo in sicurezza. Da allora si sono susseguiti annunci di finanziamenti chiesti, ottenuti ma poi dirottati su altri progetti.
Il tutto tra le proteste dei residenti, che vedevano le loro case ogni giorno che passava sempre più in pericolo, esasperati dalle promesse che arrivavano dalle varie amministrazioni comunali che si sono succedute in questi anni.
Sono stati depositati in Procura numerosi esposti nei quali venivano chiaramente spiegati i pericoli che correvano le case dell’intero quartiere compreso l’edificio scolastico Serafini, le cui fondamenta erano poggiate su un terreno a ridosso di un fronte franoso in continuo movimento. Alcuni residenti sono arrivati anche a proteste eclatanti incatenandosi ai cancelli delle loro abitazioni. Una vicenda avviata ora a soluzione.
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