Via Verdi, demolito storico palazzo Rinascerà tra 2 anni
L’edificio al civico 29 ospitava il negozio «Il Segretario» il noto negozio di abbigliamento della famiglia Sordini
L’AQUILA. Era impossibile non passarci davanti nelle serate invernali uscendo dal teatro dopo l’ultimo spettacolo. Per gli studenti della facoltà di Scienze della formazione era la «vista» dalle finestre in attesa di un esame o durante le lezioni e negli ultimi anni aveva fatto parlare di sé come «presidio» centrale delle cineserie. Infatti, il palazzo al civico 29 di via Verdi, insieme allo storico negozio della famiglia Sordini, «Il Segretario», a numerosi studi professionali, al parrucchiere da signora «Mauro» e a sette famiglie, da qualche tempo prima del terremoto ospitava anche un negozio di abbigliamento made in Cina. Sembra quasi di poter ascoltare il brusio delle persone dentro e fuori l’edificio mentre una ruspa lo butta giù per permettere che al suo posto ne venga costruito uno nuovo, più sicuro ed energeticamente efficiente. La demolizione del civico 29 di via Verdi è cominciata ieri mattina, intorno alle 9, e terminerà solo il prossimo fine settimana. Qualcuno degli ex residenti è voluto andare a vedere di persona le pietre che rotolavano dal palazzo, sotto una pioggia sottile. Tra loro il giovane avvocato Stefano Massacesi, che aspettava con ansia questo momento: «Non pensavamo ci volesse tanto tempo», spiega, «abbiamo depositato il progetto nel 2011. Poi è stato necessario un ricorso al Tar che ci ha permesso di nominare un commissario ad acta e di ricevere il finanziamento lo scorso novembre. Ma i problemi non sono terminati e così sono passati altri mesi». Il civico 29 sarà l’unico ad essere abbattuto di tutta via Verdi. «Il progetto prevede interventi per 24 mesi», continua Massacesi, «ma la ditta ci ha promesso che potremmo rientrare già dopo 20. Siamo tutti intenzionati a farlo. Nessuno lascerà il suo appartamento nel centro storico della città».
La ricostruzione costerà 3 milioni e sarà realizzata dal Consorzio L’Aquila 2009, presieduto da Paolo Tella e composto dalla Vibrocementi di Ezio Rainaldi e dalla Covit di Gianni Di Cosmo. La progettazione è di Antonello Salvatori e Gianfranco Ruggeri. L’edificio, realizzato nel 1967 dai fratelli Iorio, ha subìto notevoli danni. «Per fortuna non ci sono state vittime», continua l’avvocato, «nonostante i danni ai pilastri e il tetto che si era in parte scoperchiato». Il nuovo edificio, rispetto al precedente, sarà strutturalmente più sicuro. «Siamo ancora incerti sul da farsi riguardo alle finiture esterne», conclude Massacesi. «L’edificio, infatti, era rivestito di travertino, un materiale molto prezioso, che non sappiamo se potrà essere compatibile col nuovo cappotto termico. Queste, tuttavia, sono questioni marginali. Per noi l’importante è sapere che comincia la strada verso il ritorno a casa».
Michela Corridore
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