Viabilità a Sassa, esplode la polemica sugli interventi
L’AQUILA. «Lascia interdetti la modalità con cui gli amministratori al governo di questa città hanno l’abitudine di appendere cappelli sui risultati della comunità mettendo in scena una campagna...
L’AQUILA. «Lascia interdetti la modalità con cui gli amministratori al governo di questa città hanno l’abitudine di appendere cappelli sui risultati della comunità mettendo in scena una campagna elettorale sfibrante e infantile».
Lo affermano Quirino Crosta, segretario del circolo Pd di Sassa e Paolo Romano, consigliere provinciale. «Noi che siamo davvero parte di queste comunità e che qui abbiamo costruito legami veri, invece, facciamo costantemente ascolto per trovare soluzioni condivise. Ascoltiamo e lavoriamo. La circoscrizione di Sassa conta molte criticità note e studiate che in questi anni hanno visto un lavoro meticoloso e costante da parte dei residenti: per ciascuna di esse si è fornito all’amministrazione un quadro chiaro con soluzioni percorribili. Per la riapertura della strada provinciale di Colle Sassa si è messa in campo la stessa modalità coinvolgendo anche il tessuto produttivo, le comunità locali limitrofe e infine l’amministrazione provinciale. Il risultato di riaprire la strada è frutto di tutto questo: la soluzione adottata è merito di chi a Sassa ci abita e ha alzato la voce. È merito del signor Angelo che ha messo a disposizione parte del suo terreno per la costruzione di una bretella provvisoria, non del consigliere Rocci».
Secondo i due esponenti del centrosinistra, «a Sassa comunque mancano ancora molti punti da unire per ritenerci soddisfatti: il primo sono i lavori di ripristino della viabilità definitiva che devono essere eseguiti in tempi brevissimi e certi. Non si può pensare di lasciare la strada così a tempo indeterminato. Inoltre ci sono almeno altri due temi che vanno inseriti nel piano triennale delle opere pubbliche, sia del Comune che della Provincia: la bretella tra Collemare-San Martino-Foce di Sassa e la loro manutenzione. La rete idraulica danneggiata, le piogge e la neve recente hanno infatti devastato lunghi tratti. Parli con noi, Rocci, prima di intestarsi i risultati frutto della tenacia e della generosità dei residenti», concludono Crosta e Romano.

