«Viabilità, caos totale» I residenti: più controlli

L’AQUILA. Niente strisce pedonali (e le uniche esistenti consumate e invisibili), bivi e passaggi non segnalati, sfalcio dell’erba fatto di rado, segnaletica e illuminazione assenti. Per gli...
L’AQUILA. Niente strisce pedonali (e le uniche esistenti consumate e invisibili), bivi e passaggi non segnalati, sfalcio dell’erba fatto di rado, segnaletica e illuminazione assenti. Per gli abitanti di Arischia la statale 80 è una strada maledetta. Come maledetto è il loro paese, destinato a contare ogni anno morti o feriti, vittime d’incidenti su quella che d’estate diventa «un circuito di MotoGp a cielo aperto». Ora dicono basta, dopo la morte del giovane Tiberio.
«Le moto», spiegano alcuni residenti, «sfrecciano a tutta velocità stringendo o allargando la traiettorie sulle curve pericolose incuranti del passaggio, nella corsia opposta, di altri mezzi o di pedoni che, soprattutto a ridosso del centro abitato di Arischia, rischiano di essere investiti a ogni attraversamento. Vivere ad Arischia d’estate è un continuo gioco con il destino. Già quest’anno ci sono stati incidenti, l’anno scorso un motociclista ha perso il controllo della sua moto per un malore che poi lo ha portato alla morte, investendo due ciclisti vivi per miracolo; due anni fa un giovane ha perso la vita in moto qualche chilometro dopo Arischia».
Andando indietro negli anni una lunga scia di dolore e di morte costella la statale 80 dal Cermone a Campotosto, altro paese fulcro di un intenso turismo, stremato dal continuo passaggio di moto rumorose e pericolose. A rendere ancor più rischiosa la situazione è l’assenza di manutenzione della statale, gestita dall’Anas, situazione denunciata ancora una volta dai residenti e riportata a galla proprio dalla morte del giovane studente. Il bivio che da via Macindole (da cui è uscito il ragazzo correndo) immette sulla statale è sterrato e malridotto pur essendo uno degli ingressi al paese «e aspetta da anni di essere sistemato e allargato», spiega il presidente della Uisp Loreto Colageo. Sempre in quel punto, la visuale per chi viene da Campotosto procedendo verso L’Aquila è scarsa. I residenti di Arischia denunciano gli incroci pericolosi e chiedono autovelox e più pattuglie. (m.g.)

