Viabilità, decoro, allagamenti: la città che non va in dieci punti

Dalle mini discariche nell’ex ferrovia delle industrie a una via XX Settembre ormai impraticabile Viaggio tra le criticità a tre settimane dalle elezioni: ecco la lista per l’esercito di candidati
AVEZZANO. C’è una città che non va, con un elenco di criticità più o meno grandi destinato a finire nelle mani del vincitore o della vincitrice delle amministrative in agenda il 20 e 21 settembre, con possibilità di ballottaggio il 4 e 5 ottobre. Eccone dieci.
EX FERROVIA E DEGRADO. Lungo il tracciato dell’ex ferrovia delle industrie, che taglia in due la città, in particolare nel tratto vicino all’istituto Galilei (San Rocco), è un fiorire di immondizia, comprese bottiglie di metadone vuote, siringhe, lattine e scritte sui muri che dividono i binari coi palazzi vicini. I residenti sono esasperati.
DEPURAZIONE. Seppur provvisto di due impianti, il sistema di depurazione della città fa acqua maleodorante da tutte le parti, mentre parte dei liquami, soprattutto con le piogge, oltre a finire nei fossi di scolo fucensi ammorbano l’aria rendendo la vita impossibile per chi abita o lavora nelle vicinanze. Il processo di unificazione dei due impianti gestiti dall’Arap e dal Cam sembra svanito.
PRONTO SOCCORSO MALATO. In attesa del nuovo ospedale, che si trascina da anni, la nota più dolente per i cittadini, non solo avezzanesi, resta il punto di primo soccorso, dove nonostante l’impegno del personale, carente, riempie le cronache quotidiane per le attese “bibliche” denunciate a più riprese dagli utenti. E non solo.
VIABILITÀ A PEZZI. Le strade, sia in centro che in periferia, sono ridotte, in molti punti, a un colabrodo, con l’aggiunta dei dossi rallentatori, in particolare nell’area dell’ex Quadrilatero, che stanno diventando delle vere e proprie trappole. Via XX Settembre ne è un chiaro esempio.
ARREDO URBANO. Il biglietto da visita, soprattutto per chi viene da fuori, non è certo dei migliori: a partire dagli antiestetici mastelli posti al di fuori delle attività, in particolare della ristorazione e vendita di bevande. Per non parlare dei cestini dei rifiuti di varie forme e dimensioni sparsi qui e là, o le panchine ridotte a mal partito con fioriere ripiene di cicche di sigarette.
RISERVA DEL SALVIANO. Qui, in uno dei luoghi più frequentati dagli avezzanesi, a partire dal percorso attrezzato transennato da mesi senza che si veda la fine dei lavori di ripristino dei ponticelli, il degrado regna sovrano.
MARCIAPIEDI? Altra carenza, l’assenza di marciapiedi che collegano la città con le zone dei centri commerciali in direzione di San Pelino (anche se qui il progetto per sistemare un lato è in itinere) e Cappelle dei Marsi, dove soprattutto la sera dei fine settimana, i giovani passano ai lati della strada. Senza dimenticare i marciapiedi trappola in molte strade del centro.
QUARTIERI A MOLLO. In caso di piogge si ripropone il fenomeno degli allagamenti e dei tombini che saltano, dovuto all’assenza di programmazione e di investimenti per il rifacimento del sistema depurativo a servizio una città di 43mila abitanti.
VETRINE CHIUSE. Le chiusure in serie, una sessantina dall’inizio dell’anno, certificano la necessità di un’azione sinergica Comune e addetti ai lavori per elaborare una strategia mirata al rilancio.
VERGOGNA DOPO 100 ANNI. A oltre un secolo dal sisma, in particolare lungo via Napoli e via Monte Velino, si trovano ancore le baracche del post-terremoto. Forse è tempo di voltare pagina.

