VIAGGIO AI PIEDI DEL GRAN SASSO

L’AQUILA. I capelli rossi raccolti in un codino spuntano appena dal giubbotto cerato giallo e blu, di due o forse tre taglie più grandi. Sulle spalle la scritta “Poste”, negli occhi verde bosco si...
L’AQUILA. I capelli rossi raccolti in un codino spuntano appena dal giubbotto cerato giallo e blu, di due o forse tre taglie più grandi. Sulle spalle la scritta “Poste”, negli occhi verde bosco si alternano la gioia «per un lavoro che amo» e la stanchezza dopo una giornata sulle montagne dell’Aquilano a recapitare bollette e cartoline, a dispensare saluti e consigli, a dare pacche sulle spalle e a bere qualche caffè di troppo, anche quando difficilmente scende giù. Loredana Luisi, 42 anni, aquilana doc, due nipotini di 7 e 9 anni, è la portalettere di Santo Stefano di Sessanio, Calascio e Castel del Monte, ai primi posti tra i Comuni abruzzesi per altitudine e agli ultimi per densità di popolazione. A 1.346 metri sul livello del mare, Castel del Monte è il quinto Comune più alto della regione. È proprio da qui, da questo luogo incantato dove il tempo sembra essersi fermato, che comincia il nostro viaggio alla scoperta di uno dei mestieri storici, che si è evoluto nel tempo, ma che è riuscito a mantenere un ruolo centrale e insostituibile nei piccoli microcosmi di borghi e paesi.
Saliamo sulla Punto delle Poste, «anche se» precisa Luisa «per venire dall’Aquila preferisco la Panda 4x4: non è raro infatti trovare per strada la neve o qualche animale». Le curve per arrivare sembrano non finire mai: appena scesi dalla macchina l’inconfondibile aria di montagna ti accarezza il volto con la sua mano pungente, anche in una giornata di fine estate.
LA CASA DI RIPOSO. La prima tappa è la casa di riposo ai piedi del paese, gestita dalle suore della congregazione delle Carmelitane Scalze: qui una decina di signore viene a trascorrere l’inverno. Una signora avverte gentilmente della nostra visita e in un attimo la sala d’aspetto si riempie: la prima ad arrivare è Loreta, un’insegnante di Lettere in pensione, col foulard al collo e i capelli in perfetto ordine ci racconta della sua carriera e di quanto ha amato gli alunni. Poi Michela, che parla poco e soprattutto non si spiega perché a lei non arrivino mai le comunicazioni tanto attese: «Anche oggi niente?». «Niente» fa spallucce Loredana. Cesira è la più loquace. La sua risata e le sue battute in un attimo riempiono la stanza: «Povera postina, qui a Castel del Monte: deve fare tutti giorni il girotondo», dice, disegnando un cerchio con il dito davanti al naso. Poi spiega: «Qui siamo tutte castellane. Da bambine in questo posto abbiamo frequentato l'asilo, adesso siamo alla casa di riposo. Guardi lì per terra: l’hanno coperto ma si vede ancora, c’è un fascio littorio». Le altre annuiscono alle parole di Cesira e sembrano per un attimo aver dimenticato perché Loredana è lì. «Di solito arrivo a ora di pranzo», spiega la postina, «mentre mangiano consegno la posta, ma cerco sempre di trovare qualche minuto per scambiare due chiacchiere. Mi aspettano anche per questo». A dire la verità qui non sono le sole: Loredana è l’amica e la confidente di molti castellani, per lo più anziani. «Mi raccontano dei figli che hanno lasciato il paese, dei nipoti, mi chiedono le pensioni», continua Loredana. «Non puoi non affezionarti a loro. Oggi per esempio ho un cruccio».
PENSIONE BELGA. Ci avviciniamo a un portone, la portalettere bussa con forza. «Chissà se risponde». Anna Mattia è in casa. «È arrivata?», chiede subito. Ma no: anche stamattina Loredana non ha con sé la pensione che l’anziana signora aspetta ogni mese dal Belgio. Specialmente nei mesi estivi tarda ad arrivare. «Dentro quella busta non so esattamente cosa ci sia, se un assegno o un bollettino», dice Loredana. «Ma mi basta guardare il sorriso di Anna Mattia quando la vede arrivare. Tra un po’ dovrò partire e sarò lontana dal lavoro qualche giorno. Ho paura che non sarò io a consegnarle la busta questo mese». Anna Mattia però non si perde d’animo e ci fa accomodare nel suo salottino, poi ci racconta del marito che lavorava in Belgio, dei figli, della sua vita. Loredana la ascolta, ma sa che il tempo stringe e la posta deve essere consegnata in giornata. La congeda e usciamo.
L’OMONIMIA. Per strada un anziano signore la ferma per ricordarle («sarà forse la centesima volta che lo fa») che in paese ha un omonimo, di non sbagliare nella consegna della posta. Intanto, il sole cala e l’aria si fa più fresca. Riprendiamo la Punto e arriviamo ai piedi di Rocca Calascio.
CASSETTA MODULARE. «La frazione è abitata da tre famiglie», dice Loredana, «c’è una cassetta modulare ai piedi della Rocca dove lascio la posta per tutti». Nella cassetta ci sono tre aperture, ma mancano le targhette con i nomi. «Tanto le ricordo a memoria», sorride la portalettere. Non possiamo trattenerci ancora a lungo su quei monti così vicini al capoluogo eppure tanto diversi. È ora di tornare al centro di recapito di Centi Colella, anche perché il turno di Loredana è finito già da un po’. «Stanca? Certo tutte le mattine questa strada non è una passeggiata, ma loro sono la mia gente, i miei amici e io sono per loro la postina. Lasciare queste persone sarebbe difficile».
IL CENTRO DI RECAPITO. Le tre località dipendono dal Centro primario, diretto da Isabella Santucci, che garantisce la consegna della corrispondenza su tutto il territorio. «Il Centro provvede alla consegna della corrispondenza di circa 53mila famiglie e 3.500 piccole e medie imprese del territorio ed è organizzato in 65 zone di recapito», spiega la responsabile. «In ogni zona è applicato un portalettere, tutti muniti di stampante, palmare e Pos».
IL POSTINO TELEMATICO. A Santo Stefano di Sessanio, Calascio e Castel del Monte il “postino telematico” porta direttamente a domicilio una molteplicità di servizi tradizionalmente erogati presso negli uffici postali. Una sorta di ufficio postale itinerante insomma: basta prendere appuntamento col postino che viene a casa ed effettua i servizi telematici. Poste Italiane garantisce comunque un ufficio postale per ciascuno dei tre paesi: a Castel del Monte aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì, a Calascio e Santo Stefano con aperture a giorni alterni.
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