Viale Costanza, perizia sui palazzi Saranno ricostruiti o ristrutturati

14 Ottobre 2022

Il tecnico nominato dal tribunale conferma: gli edifici non soddisfano i requisiti minimi di sicurezza Almeno 18 mesi per demolire e rifare gli immobili: serve una soluzione provvisoria per gli abitanti

SULMONA. La perizia ordinata dal tribunale di Sulmona conferma che le due palazzine di viale Costanza sono pericolose e vanno messe in sicurezza. Secondo il perito, infatti, i risultati dei sondaggi non soddisfano i requisiti minimi di sicurezza, sia per il sovraccarico verticale sia nei confronti di azioni gravitazionali. Insomma, in quei 42 appartamenti non si può più stare e bisogna intervenire urgentemente per ripristinare una situazione di sicurezza.
Due le possibilità che indica il perito: demolizione e ricostruzione oppure un intervento estremamente invasivo, esteso a tutti i piani di entrambi i fabbricati, che comporta il rinforzo di tutti gli elementi strutturali (travi, pilastri, solai) e l’inserimento di nuovi elementi necessari per irrigidire i telai in cemento armato esistente. Il perito lascia la possibilità di scelta ai condomini indicando però che tramite demolizione e ricostruzione il risultato finale sarebbe indubbiamente migliore sotto tutti i punti di vista.
A questo punto i condomini potranno depositare delle osservazioni alla perizia indicando difficoltà ed eventuali suggerimenti, prima che il giudice Marta Sarnelli emetta l’ordinanza definitiva. Di certo la situazione non è semplice, anche perché il consulente tecnico del tribunale è stato chiaro, sottolineando che «vista la caratterizzazione dei materiali risultante dalle prove eseguite e gli incentivi fiscali ancora in corso, a parere dello scrivente non si dovrebbe indugiare oltre; il consiglio è di procedere con i lavori di consolidamento».
Secondo il tecnico i tempi di esecuzione di un intervento di demolizione e ricostruzione non sono facilmente determinabili a priori, in quanto dipendono moltissimo dalla forza lavoro impiegata. I tempi per la realizzazione possono tuttavia essere stimati in prima battuta in circa 18 mesi dall’inizio delle demolizioni alla fine della ricostruzione.
A ciò andranno aggiunti i tempi necessari per lo sgombero e la collocazione provvisoria dei condomini. A conti fatti, è praticamente impossibile che i lavori possano essere ultimati entro il 31 dicembre del 2023, come indica l’attuale normativa che regola l’accesso ai benefici del superbonus 110. Ciò significa che i residenti dovranno versare una quota parte che va da 20% al 35%, a seconda del tempo necessario per ultimare i lavori. Oltre ai disagi logistici ed economici.
Di sicuro non c’è tempo da perdere e i condòmini, finora divisi sulle decisioni da prendere, dovranno trovare un punto d’incontro per accelerare le operazioni di messa in sicurezza perché, se si dovesse procedere d’inerzia, la situazione si farebbe ancora più critica con i tempi inevitabilmente più lunghi.
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