Viale Croce Rossa, proteste dopo la tragedia

Una residente: «Incidenti inevitabili in una strada trafficata senza illuminazione e strisce pedonali»
L’AQUILA. La morte del 77enne Bruno Pasquetti, stroncato da un malore dopo aver causato un incidente non grave in viale della Croce Rossa, non poteva non avere delle ripercussioni. Nel mirino, in un intervento di Giuliana Vespa, che abita in quella zona, la pericolosità di quel tratto di strada. «Lunedì scorso», dice, «mia nipote, di 24 anni è stata investita mentre cercava di tornare a casa sulle ormai invisibili strisce pedonali di viale della Croce Rossa 143. Complice la pioggia e l’illuminazione inesistente un signore anziano, purtroppo, l’ha presa in pieno. Anche mia figlia qualche anno fa è stata investita sempre su quelle inesistenti strisce pedonali mentre tornava a casa. Purtroppo lunedì il dramma. Sì perché, come riportato anche dalla stampa, il signore che ha investito mia nipote, dopo aver assistito alle operazioni di soccorso dell’investita e mentre l’ambulanza la portava in ospedale, si è accasciato ed è morto. Un uomo perbene che non ha retto alla angoscia di aver potuto fare del male a una ragazza. Ma è veramente lui che doveva sentirsi così angosciato tanto da morire sul ciglio di una maledetta strada? È veramente sua la responsabilità? La responsabilità non è Sua, caro signore, la responsabilità è di chi da anni ha lasciato la strada principale della città allo sbando! La responsabilità è di un’illuminazione inesistente, di strisce pedonali inesistenti, di assenza di educazione civica dei miei concittadini che percorrono il viale a velocità sostenuta lasciando chi, come me, deve attraversare per rientrare in casa, ferma sul ciglio della strada senza mai fermarsi per permettere di attraversare la strada. E non importa se hai un figlio in braccio, se sei carica di spesa o piove o nevica. La responsabilità è di anni di mala amministrazione, di miopia civica, di scelleratezza gestionale. Per noi residenti, forse pochi per meritare attenzione, ogni giorno è una roulette russa per poter uscire di casa. Chi con educazione si ferma per farti attraversare viene regolarmente tamponato da chi arriva a velocità sostenuta da non fare in tempo a frenare. Quanti altri figli stesi per terra devo ancora vedere? Quante volte ancora devo ringraziare Dio che me li restituisce vivi? Dopo questo ennesimo dramma mi aspetto che a brevissimo per la nuova amministrazione diventi prioritario trovare la soluzione, per permettere a noi residenti di poter uscire e rientrare in casa senza rischiare di morire».
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