Vicenda ex Intecs, esposto anche alla Corte dei conti
L’AQUILA. Dopo l’esposto inviato alla Procura, la vicenda degli ex ricercatori Intecs finisce anche all’attenzione della Corte dei conti. A chiedere accertamenti, in merito ai 10 milioni di euro...
L’AQUILA. Dopo l’esposto inviato alla Procura, la vicenda degli ex ricercatori Intecs finisce anche all’attenzione della Corte dei conti. A chiedere accertamenti, in merito ai 10 milioni di euro messi in campo dalla Regione nell’ambito della Space Economy, è di nuovo la Fiom regionale e provinciale. Il programma, con delibera della Regione del 9 febbraio 2019, prevedeva lo sviluppo di occupazione sul territorio e il ricollocamento dei 50 ricercatori Intecs licenziati a dicembre del 2017. «All’autorità contabile», spiega il sindacato, «la Fiom ha chiesto di accertare le eventuali responsabilità a tutti i livelli della Regione Abruzzo e delle aziende riunite nella Rti composta da Thales Alenia Space Italia-Telespazio-Leonardo e avente Thales Alenia Space Italia come capofila, in relazione ai fatti che attengono al finanziamento regionale, alle ricadute occupazionali sul territorio e alla vertenza Intecs». In particolare, alla Corte dei conti, la Fiom ha chiesto di accertare «se la Regione Abruzzo abbia destinato fondi alla Space Economy al fine di creare sviluppo occupazionale e industriale nel territorio abruzzese e per recuperare le competenze dei ricercatori del laboratorio di ricerca e sviluppo dell’ex Intecs dell’Aquila, e, in caso di accertamento per colpa e/o dolo, quali siano le misure ritenute più opportune nei confronti dei soggetti eventualmente responsabili del danno erariale cagionato, del potenziale danno alle persone nel territorio abruzzese, nonché delle possibili violazioni alla norme ed ai regolamenti dello Stato italiano e delle direttive comunitarie». Il sindacato dunque non demorde: nell’esposto indirizzato alla Procura si configurava «un trasferimento di competenze e di risorse economiche della Regione Abruzzo verso altre regioni, vista l’assunzione di un numero, per quanto residuale, di ricercatori da parte di aziende dell’indotto Thales Alenia Space Italia, ma con sede di lavoro fuori regione, andando così a rafforzare, dal punto di vista delle competenze e con i soldi della Regione Abruzzo, non già il distretto dell’aerospazio del nostro territorio, ma quello di altre regioni». Ad oggi, i ricercatori ricollocati sono meno di una decina, di cui solo 4 con contratti a tempo indeterminato, ma sede di lavoro a Roma. (r.s.)
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