Vie del tartufo, attacco ai 5 Stelle
L’Associazione marsicana: fuga in avanti, esclusi i nostri 350 soci
AVEZZANO. Una legge che istituisce le vie del tartufo, che come quella del vino dovrebbe incrementare e potenziare il turismo in Abruzzo. La proposta è arrivata dal Movimento 5 Stelle. Ma l’associazione tartufai della Marsica, che conta all’incirca 350 soci, muove più di una critica.
«Siamo ben lieti di accogliere e sostenere queste iniziative», afferma Filippo Pandoli, presidente dell’Associazione tartufai della Marsica, «e ci auguriamo che vada a buon fine. La Regione Abruzzo, e questo mi consta personalmente, attraverso i suoi rappresentanti istituzionali e con il supporto delle 13 associazioni riconosciute si sta muovendo a 360 gradi e con annibalico piglio, per promuovere il riconoscimento di un marchio che garantisca la provenienza e la bontà del prodotto. Questo, insieme ad altre iniziative, è stato ed è uno dei punti, da quando è uscita la nuova legge 66 del 2012 che regola la ricerca e commercializzazione del tartufo, su cui maggiormente si stanno concentrando l’assessorato all’Agricoltura e gli addetti al settore. L’iniziativa dei 5 Stelle sembra più un fuga in avanti, in quanto il Movimento è informato male sul numero delle associazioni che compongono la consulta regionale. E poi non capisco perché propongono solo quattro vie con otto città del tartufo, quando esso è presente in tutto il territorio regionale ed in tutte le sue varietà. Un ampio territorio come la Marsica viene escluso o peggio dimenticato, ove è presente in misura abbondante sia il nero estivo ed il pregiatissimo bianco. Città come Tagliacozzo o Celano non sfigurerebbero ad accogliere un via del tartufo: tra l’altro siamo ad un tiro di schioppo dalla capitale. Ora, se la Marsica viene considerata figlia di un Dio minore,essa saprà trarne le conclusioni nei luoghi e nei tempi dovuti, anche attraverso i moltissimi cavatori che in essa risiedono e operano».
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