«Vie di montagna dissestate e pericolose»

La Federazione moto lancia l’allarme. E il sindaco di Pizzoli chiede i tutor dal Cermone a Campotosto
L’AQUILA. «Strade di montagna dissestate e troppo pericolose». Dopo lo schianto sulla statale 80, al bivio per il lago di Campotosto, dove domenica scorsa ha perso la vita un motociclista di Giulianova, il 36enne Stefano Moscatelli, torna di prepotente attualità il tema della sicurezza stradale, soprattutto nel periodo estivo, quando il numero di moto in circolazione aumenta in modo esponenziale. Poco prima si era verificato un altro incidente, meno grave. «Quando arriva il primo caldo», spiega Massimiliano Mari Fiamma, responsabile regionale per l’educazione stradale della Federazione motociclistica italiana, «la prima cosa da fare è un’adeguata manutenzione del mezzo, rimasto fermo per tutto l’inverno. Ai motociclisti suggeriamo di prendere parte alle attività formative svolte anche dalla Federazione motociclistica per apprendere le tecniche di guida, che riducono di molto la mortalità in caso di incidenti o pericoli improvvisi su strada». Mari Fiamma sottolinea un altro aspetto non trascurabile: lo stato in cui versano le strade dell’Abruzzo interno. «Molte di queste strade sono tenute male», dice, «il manto risulta pericoloso, con tanta graniglia e brecciolino e la presenza di grosse buche: elementi che favoriscono gli incidenti. Le Province hanno i soldi per la manutenzione stradale, ma spesso scattano incomprensioni sulle competenze tra enti. Quando le strade erano gestite dall’Anas venivano manutentate e tenute meglio».
Sull’argomento è intervenuto anche il sindaco di Pizzoli, Gianni Anastasio: «Ancora una volta le strade del nostro territorio hanno visto la prematura scomparsa della giovane vita di un motociclista», afferma, «nonostante tutti i controlli puntualmente sollecitati da questa amministrazione e messi in atto dalle forze di polizia e dai carabinieri, siamo costretti a registrare questo ennesimo evento doloroso. Riteniamo, quindi, prioritario, in ragione della bella stagione in arrivo, che vedrà l’incremento di gruppi di motociclisti e automobilisti, che nel tratto di strada che va dal Cermone a Campotosto vengano adottati provvedimenti più incisivi per il contenimento forzato della velocità, entro limiti di maggiore sicurezza, con l’installazione di tutor anche a chilometraggio ravvicinato».
Secondo Michele Malafoglia, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, «per la tutela dei motociclisti vanno installati i dispositivi Dsm, applicati sulla parte inferiore dei guardrail tradizionali, a livello del piano stradale». Perché, spiega Malafoglia, «in caso di incidente evitano l’urto diretto contro i montanti o contro i nastri protettivi dei guard-rail, nelle curve pericolose e in quei tratti stradali dove gli incidenti avvengono più frequentemente».
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