Vietato uscire da scuola senza i genitori

Obbligo di farsi trovare all’esterno: un ritardo massimo di 10 minuti e si rischia la denuncia per abbandono di minore
AVEZZANO. A scuola arriva l’obbligo per i genitori, o per persone da loro delegate, di riprendere gli alunni all’uscita. Chi contravviene alle disposizioni rischia di incorrere in una denuncia penale per abbandono di minori.
Il provvedimento porta la firma del dirigente scolastico Roberto Puliti e riguarda i ragazzini che frequentano la Vivenza, scuola più grande della città per numero di iscritti.
«A seguito di una recente pronuncia della Corte di Cassazione», è quanto disposto dal preside dell’istituto comprensivo “Vivenza-Giovanni XXIII”, «e sulla scorta delle direttive ministeriali, il dirigente ricorda ai genitori degli alunni dell’istituto che sono tenuti ad essere presenti, davanti al plesso agli orari di uscita specificati nel regolamento, per riprendere i propri figli che, in caso di congrua assenza nell’ordine di 10 minuti, si incorre nel reato di abbandono dei minori. Si specifica che, in tal caso, il docente è tenuto ad avvertire le forze dell’ordine».
E, ancora, prosegue il dirigente: «Si chiede pertanto di segnalare tempestivamente all’uscita degli alunni la propria presenza ai docenti, ovvero segnalare in segreteria i dati delle persone delegate con il relativo modulo di autodichiarazione e delega, disponibile a scuola o reperibile sul sito».
Un’avvertenza anche per gli alunni che alla Vivenza frequentano i corsi a indirizzo musicale: «Sono tenuti a rimanere nelle classi di appartenenza, con l’insegnante di strumento musicale». Provvedimento che ha innescato un ampio dibattito tra i genitori.
Ma come si stanno regolando gli altri tre istituti comprensivi della città?
Nessuna regola diversa alla Corradini-Pomilio in pieno centro.
Il dirigente scolastico Piergiorgio Basile della Collodi-Marini chiarisce: «Non abbiamo adottato alcun provvedimento e non abbiamo intenzione di farlo».
Così come alla Mazzini-Fermi, scuola diretta da Fabiana Iacovitti.
«Il problema della vigilanza c’è da sempre», sottolinea la dirigente Iacovitti. «In Italia c’è un vuoto normativo che si cerca di affrontare da venti anni. Per la scuola primaria c’è sempre stato l’obbligo di riconsegnare il minore al tutore. Per la media, ai docenti dell’ultima ora raccomandiamo una particolare attenzione e continueremo su questa linea. Credo che per gli alunni, molti dei quali escono da soli in orari extrascolastici, ci voglia anche un momento di crescita. Ma speriamo che questa rinnovata attenzione», conclude la professoressa Iacovitti, «porti il legislatore a definire delle regole chiare e uguali per tutti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

