Vigile urbano sospeso, reintegrato dal giudice

Revocata la sanzione disciplinare, l’ex vicecomandante Paolini si era assentato per un quarto d’ora
SULMONA. Era finito nel mirino della Procura e dell’Ufficio provvedimenti disciplinari del Comune di Sulmona «per essersi assentato dal posto di lavoro, con raggiro e artificio», secondo l’accusa, «per andare a casa a prendere il telefono di servizio e per essersi recato in farmacia per acquistare un medicinale». Per questo era stato anche sanzionato dal Comune su segnalazione del proprio comandante. Sanzione che ora dovrà essere revocata. Lo ha stabilito il giudice del lavoro del Tribunale di Sulmona, Alessandra De Marco, che ha condannato il Comune di Sulmona a pagare le spese di giudizio, che ammontano a 1.772,44 euro a favore dell’avvocato Mauro Calore, difensore dell’ex vicecomandante della polizia locale Maurizio Paolini. La vicenda risale alla primavera del 2020, in tempo di Covid, quando Paolini, ora trasferito al quarto settore del Comune, si assentò dal posto di lavoro per poco più di quindici minuti. Un comportamento da censurare, secondo l’ex comandante Leonardo Mercurio, il quale segnalò il caso all’ufficio provvedimenti disciplinari che sospese Paolini dal servizio e dalla retribuzione per cinque giorni. L’ex vicecomandante impugnò il provvedimento davanti al giudice del lavoro che, ora, gli ha dato ragione. In precedenza Paolini era stato assolto anche nel procedimento penale che la procura aveva aperto nei suoi confronti, sempre per lo stesso motivo. Procedimento che si è concluso lo scorso mese di gennaio davanti al giudice monocratico Francesca Pinacchio per insufficienza delle risultanze probatorie. Il danno erariale ipotizzato per quell’assenza dal posto di lavoro, peraltro di pochi minuti, era di circa 3 euro. Davanti al giudice erano sfilati cinque testimoni tra cui il sindaco della città, Gianfranco Di Piero, che all’epoca dei fatti non era ancora legale rappresentante dell’ente. Si tratta di uno degli episodi accaduti all’interno del corpo di polizia municipale dove ci furono motivi di scontro tra alcuni agenti e l’allora comandante Mercurio che poi decise di trasferirsi in un Comune della Val Pescara. (c.l)
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