«Vigili, serve subito il comandante»

Verini e Padovani: «Basta nomine illegittime, l’amministrazione deve agire»
L’AQUILA. «Ci auguriamo che l’amministrazione voglia ora rispettare le sentenze e volare alto, nominare un comandante, migliorare il controllo integrato del territorio in convenzione coi comuni limitrofi, produrre economie di costi, organiche, funzionali e logistiche. La sicurezza urbana è diventata questione così urgente che non è proprio il caso di perdere ancora tempo e sperperare risorse pubbliche». Lo affermano i consiglieri comunali Enrico Verini e Gianni Padovani. «
«Per i cittadini aquilani la sicurezza urbana dovrebbe essere tra le priorità di un’amministrazione che, invece, non ha nominato un comandante della polizia locale. Anzi, l’amministrazione ha deciso (aprile 2023) di ricorrere al Consiglio di Stato per impugnare la sentenza con la quale il Tar Abruzzo aveva disposto l’annullamento del conferimento dell’incarico dirigenziale ad interim del settore di Polizia Municipale all’avvocato de Nardis. Come ampiamente previsto, il ricorso era palesemente temerario e destinato al fallimento. E così è stato. Il Consiglio di Stato ha confermato la pronuncia del Tar e non poteva essere altrimenti: la legge non si presta ad alcun equivoco: “il ruolo di comandante può essere attribuito solo a personale inquadrato nei ruoli della polizia locale. La funzione di comandante è incompatibile con lo svolgimento di altre funzioni o incarichi all’interno dell’ente di appartenenza”. Il comandante dev’essere un vero comandante, e non un “comandato” come sbagliando ha deciso l’amministrazione», incalzano Verini e Padovani. «Sono 6 anni che il Comune non ha applicato la legge, nominando comandanti alcuni dirigenti in organico; tutte nomine illegittime secondo Tar e Consiglio di Stato, quindi nomine in violazione di norme. La questione del miglioramento della sicurezza è una priorità che non si risolve pasticciando con la giustizia amministrativa e continuando ad applicare quell’egocentrismo politico supportato dalla “creatività” di pareri tecnici che tanti guasti hanno prodotto».

