Vigili urbani assenteisti, due a processo

14 Marzo 2023

L’ex comandante Zazza accusato di utilizzare auto di servizio per scopi personali, con la complicità dell’agente Angelini

AVEZZANO. I due vigili urbani di Carsoli accusati di assenteismo sono stati rinviati a giudizio dal tribunale di Avezzano. Il giudice per l’udienza preliminare, Daria Lombardi, ha fissato il processo al 15 giugno prossimo. L’ex comandante della polizia locale, Stefano Zazza, e l’agente Benedetto Angelini dovranno difendersi dalle accuse di truffa, peculato e falsità ideologica il primo, e di concorso il secondo. Nei loro confronti la procura di Avezzano ha concluso le indagini ad agosto scorso per poi chiedere e ottenere il rinvio a giudizio. Una situazione che ha portato al licenziamento di entrambi, un procedimento disciplinare adottato il 3 dicembre dal segretario comunale di Carsoli, Francesco Cerasoli. Una decisione che fonda le sue basi sulle accuse della procura di Avezzano. Gli episodi contestati ai due vigili vanno dal 16 settembre al 9 ottobre 2020. Più un altro episodio che per l’accusa è avvenuto il 14 giugno 2021. Nel fascicolo si parla di «timbrature fittizie con un rientro dalle ferie finalizzato a truffare l’amministrazione». Secondo l’accusa, inoltre, il capo dei vigili avrebbe fatto delle auto di servizio «un uso pressoché quotidiano» per scopi «finalizzati al soddisfacimento di interessi personali». L’ex comandante Zazza è stato pedinato per diversi mesi dagli investigatori. Successivamente è stato anche interrogato dal giudice delle indagini preliminari che ha poi deciso di infliggere la misura della sospensione per 8 mesi. L’altro agente della polizia locale, Benedetto Angelini, è accusato invece di concorso nella commissione di alcuni reati. In particolare è accusato di «artifici e raggiri consistiti nel marcare in molteplici occasioni il badge magnetico in dotazione per attestare la presenza in servizio salvo poi abbandonare il luogo di lavoro». Il comandante è invece ritenuto responsabile di più violazioni, in particolare ripetute assenze ingiustificate dal servizio, durante le quali il dipendente pubblico avrebbe attestato falsamente la propria presenza tramite il cartellino elettronico in dotazione. Molteplici anche le contestazioni relative all’utilizzo di autoveicoli di proprietà del comune per soddisfare esigenze private. Le indagini sono state condotte dal nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Tagliacozzo e sono partite da alcune segnalazioni arrivate dal sindaco Velia Nazzarro ai militari dell’Arma circa presunte assenze ingiustificate del pubblico ufficiale durante gli orari di servizio e con l’utilizzo di mezzi dell’amministrazione comunale. Le attività di polizia giudiziaria sono state coordinate dal sostituto procuratore Ugo Timpano.
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