Villa abusiva, condannato il sindaco di Ocre

11 Ottobre 2019

Inflitti un anno e mezzo di reclusione a Fracassi e a un imprenditore. Il manufatto sarà demolito

L’AQUILA. Si è concluso con tre condanne, dopo una serie interminabile di udienze e rinvii, il processo a carico del sindaco di Ocre Fausto Fracassi, di un imprenditore, Piero Gualtieri, e di un tecnico, Giovanni Pace, per abuso edilizio riguardante la realizzazione di una villa nella frazione di Cavalletto.
A Fracassi e Gualtieri sono stati inflitti un anno e mezzo con i benefici di legge mentre al tecnico, che aveva fatto solo la sanatoria, Giovanni Pace, la pena è stata di 4 mesi visto che la sua posizione era assai defilata.
Più in particolare l’ingegner Fracassi, era accusato di abuso edilizio, falso e truffa, e Piero Gualtieri era coinvolto nella veste di titolare del permesso a costruire.
Fracassi era finito sotto accusa in quanto titolare dell'area (dove è stato fatto il presunto abuso edilizio) ma anche progettista e direttore dei lavori oltre che proprietario del manufatto sito nel comune di cui è sindaco; Gualtieri è imputato nella succitata veste di possessore del permesso a costruire.
L'accusa, nello specifico, è di avere realizzato, in una zona a destinazione agricola, un fabbricato a due piani realizzato «in difformità per la modifica del volume, sagoma, altezza e superfici rispetto al progetto edificatorio originario». Inoltre, secondo il pm, Fracassi avrebbe affittato un suo terreno a Gualtieri che avrebbe ottenuto l'autorizzazione a costruirci un edificio rurale, salvo poi realizzare una villa.
Secondo l'accusa, inoltre, Gualtieri sarebbe solo «un fittizio committente dell'opera, in quanto l'edificio non era destinato alle esigenze della ditta, ma era in realtà destinato a essere utilizzato da Fracassi, privo del titolo di imprenditore agricolo e non legittimato a chiedere a nome proprio il titolo edilizio». Di qui anche l'imputazione di truffa e falso. Nella sentenza emessa dal giudice Mario Cervellino, è stata anche ordinata la demolizione del manufatto su richiesta del pm Simonetta Ciccarelli.
Lo stesso Comune di Ocre, tramite l’avvocato Amedeo Ciuffetelli, si era costituito nel giudizio. Tutto iniziò dopo un esposto che culminò con il sequestro dell’area e poi con il rinvio a giudizio che ci fu il 27 aprile del 2016. La difesa, che ha sempre respinto le contestazioni e ora attendono le motivazioni per ricorrere in appello ai fini di un diverso verdetto.
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