Villa comunale a piazza Aia: Santilli boccia la proposta

18 Novembre 2023

CELANO. Santilli boccia l’idea di realizzare una villa comunale a piazza Aia e invita Ranalletta a non fomentare l’opinione pubblica. La proposta lanciata dal gruppo “Per Celano” per l’area dove...

CELANO. Santilli boccia l’idea di realizzare una villa comunale a piazza Aia e invita Ranalletta a non fomentare l’opinione pubblica. La proposta lanciata dal gruppo “Per Celano” per l’area dove dovrebbe sorgere l’asilo nido secondo il primo cittadino Settimio Santilli è pretestuosa. L’idea è stata illustrata da Gesualdo Ranalletta che ha anche lanciato una petizione popolare per chiedere direttamente ai celanesi la loro opinione. Ma secondo il sindaco Santilli «le osservazioni per il bene della città sono sempre legittime, ma se queste vengono fatte solo per fomentare e deviare l’opinione pubblica e confonderla, anche con termini scomposti e irrispettosi delle istituzioni, dimostrano solo pressappochismo oltre che un livore malcelato verso queste». Santilli ha ricordato che nel programma elettorale c’è sempre stata come priorità l’edilizia scolastica e per questo in piazza Aia nascerà un asilo. «Si ricordi nello specifico», ha proseguito Santilli, «che nel comizio elettorale in piazza Aia presentammo alla cittadinanza il progetto della scuola, al contrario invece di chi proponeva per lo stesso luogo una funivia per arrivare a San Vittorino; basterebbe questo a far capire ai cittadini la diversa visione della città che avevano le due liste elettorali nel 2020. E se evidentemente questi hanno preferito l’una all’altra un motivo ci sarà pure. Io non discuto il fatto che oggi dopo la demolizione della ex scuola, piazza Aia così aperta possa lasciar spazio all’immaginazione, ma c’è da dire che l’Aia negli anni è stata solo deturpata tanto da diventare deserta socialmente». La proposta di rivedere la destinazione di piazza Aia è stata sposata anche dai consiglieri d’opposizione Angela Marcanio, Calvino Cotturone e Nazzareno Mascitti secondo i quali «occorre un passo indietro». (e.b.)