Villa comunale, al via la permuta di case col Comune

14 Dicembre 2020

Prende corpo il progetto unitario Sant’Andrea fuori le mura Proprietario si sposta a Pettino, la sua non sarà ricostruita

L’AQUILA. Cominciano a concretizzarsi le permute (scambio di case) per la realizzazione del “Progetto unitario Sant’Andrea fuori le mura”. Il progetto in variante al piano regolatore, modificherà parecchio l’area a ridosso delle mura nei pressi di piazzale Paoli-Villa comunale. La zona, che era stata inserita fra i progetti strategici del piano di ricostruzione, si estende dall’ultimo tratto di via Sant’Andrea fino alla confluenza tra via don Luigi Sturzo e via Santa Maria degli Angeli, in corrispondenza dell’antica Porta di Bagno. Con una recente determina c’è stata la prima permuta. Il Comune ha ceduto un “suo” appartamento a Pettino (che aveva acquisito con la norma sulla casa equivalente) a un proprietario che prima aveva una “abitazione non principale” nella zona di Sant’Andrea fuori le mura (si trattava quindi di una seconda casa, se fosse stata una prima casa non ci sarebbe stata la “permuta” ma “l’equivalente” che significa che l’interessato poteva scegliersi un alloggio anche non di proprietà comunale).
A leggere la recente determina di permuta, il Comune ci ha guadagnato in quanto la casa originaria (quella di Sant’Andrea) valeva 241.000 euro (e non sarà ricostruita) e quella ceduta in permuta (a Pettino) vale 200.000 euro. Come stabilito in delibere precedenti (in particolare la 468 del 2015) “il proprietario in caso di minor valore dell’immobile richiesto in permuta rispetto a quello di proprietà, non richiederà all’amministrazione alcun corrispettivo relativo alla differenza di valore dei due immobili”. Cosa che invece accadrà in caso contrario: cioè chi avrà in permuta una casa che vale più di quella “vecchia” pagherà la differenza al Comune. Con il progetto unitario “Sant’Andrea fuori le mura” il Comune, è scritto nei numerosi atti predisposti negli ultimi anni ha “recepito le volontà dei privati di procedere al progetto unitario che punta alla riqualificazione urbana, al diradamento edilizio con le relative soluzioni abitative alternative per i cittadini interessati, alla valorizzazione monumentale e paesaggistica dell’area al di fuori delle mura attraverso il miglioramento della viabilità carrabile e pedonale, alla creazione di spazi di verde pubblico e servizi, alla significativa implementazione della qualità edilizia, della resistenza sismica e delle performance tecnologiche degli edifici da costruire”. Dunque una nuova viabilità, un Parco urbano, diradamento abitativo, sagome ridotte con l’obbligo, imposto dalla Soprintendenza, di ricostruire a 12 metri dalle mura. Hanno scelto la casa equivalente in 24 e la permuta in 7.
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