Villa Dorotea, corsa per evitare lo sgombero

Si cerca una soluzione per scongiurare la chiusura della Rsa. Vespa (Cisal-Fpc): «Pronti alla lotta»
L’AQUILA. Si cerca una soluzione per evitare la chiusura della casa di cura privata Villa Dorotea di Scoppito.
L’ingiunzione di sfratto esecutivo, causata da dissapori interni alla proprietà, è fissata per venerdì, mentre domani, alle 9,30, si svolgerà la riunione in prefettura richiesta dalla Cisal-Fpc, per scongiurare l’interruzione di pubblico servizio – attualmente la clinica ospita un centinaio di pazienti – e la messa in mobilità dei 70 dipendenti.
«Il prefetto Giuseppe Linardi», spiega il segretario provinciale del sindacato Giuliana Vespa, «ha convocato le parti interessate, compresa l’Asl, visto che la struttura opera in regime convenzionato. L’ingiunzione di sfratto è legata a situazioni interne alla famiglia Vittorini, a cui fa capo la proprietà di Villa Dorotea, che fa parte del presidio ospedaliero Villa Letizia di Preturo. Siamo venuti a conoscenza dell’imminente chiusura e abbiamo subito richiesto l’intervento del prefetto. Speriamo», sottolinea Vespa, «che si giunga a un accordo in grado di tutelare sia i dipendenti e le loro famiglie, sia i degenti della clinica».
La Cisal-Fpc, «vista la gravità della situazione», ha chiesto la presenza in prefettura anche dei sindaci dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e di Scoppito, Marco Giusti. Villa Dorotea accoglie sia una Rsa con 60 posti letto che un centro di riabilitazione con 120 posti letto accreditati. «Il rischio», aggiunge Vespa, «è che venerdì mattina, all’ingresso della clinica, si presentino le forze dell’ordine per far eseguire lo sgombero della struttura. Se non si troveranno soluzioni positive durante il tavolo prefettizio», conclude il segretario Cisal-Fpc, «siamo pronti ad attuare ogni forma di lotta e protesta per salvaguardare sia i posti di lavoro che il mantenimento del servizio assistenziale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

